Mourinho ed Allegri si lamentano. Ancelotti pensa al Napoli

Il calcio è strano assai.

Un giorno sei sul tetto del mondo, il giorno dopo sei nella polvere.

Ed allora bisogna difendersi con qualunque arma. Così Mourinho ha dovuto gonfiare il petto, ricordare le sue vittorie ed approfittare di un pensiero di Hegel per ricordare, a chi lo ascoltava, che le visioni parziali ed estemporanee non appartengono alla verità che risiede invece nel tutto.

Certo il portoghese poteva tralasciare il sillogismo sul Manchester e se stesso: “ Sono il manager di uno dei più grandi club del mondo, ma sono anche uno dei più grandi manager del mondo”, però al di là della sua nota prosopopea gli va riconosciuta la pressione che la stampa sta esercitando in questi ultimi tempi sul suo operato.

Nel frattempo dalle parti di casa nostra il solito Massimiliano Allegri ritorna sul tormentone del bel gioco. Oramai lo sanno anche in Antartide che a lui piace vincere da allenatore di grandi club, visto che da giocatore non fu preso in considerazione perché il suo piede era buono ma stanco.

Correva poco il toscano e solo la pazienza e la benevolenza di Galeone lo ha potuto supportare o forse meglio sopportare.

Nel mezzo, tra questi due fenomeni, ci sono tanti allenatori seri, preparati, vincenti egualmente ma più equilibrati nei confronti del gioco del calcio e degli avversari che settimanalmente affrontano con le loro squadre.

E’ una pattuglia folta, di qualità, che riesce ad ammettere che nel calcio l’importante è vincere ma aggiunge anche che farlo con un bel gioco, propositivo e rispettoso del valore dell’avversario sarebbe meglio.

Si tratta di pensieri diversi, animati nel caso di Allegri anche da un ambiente e da una società che ha il dovere di vincere sempre per rispettare i propri azionisti e gli alti investimenti, ma che potrebbe farlo con maggiore lealtà senza pretenderlo a tutti i costi.

Stasera il Napoli di Carlo Ancelotti giocherà a Marassi contro la Sampdoria, il tecnico sembra intenzionato a cambiare qualcosa con due diversi obiettivi: mantenere alta la qualità del gioco della sua squadra utilizzando la rosa a disposizione e modellare il suo undici valutando le qualità degli avversari.

Saranno due i cambi o tre come si vocifera? L’importante per chi fa opinione è che va dichiarato adesso, prima della gara, se si è d’accordo sulle decisioni del tecnico senza aspettare il risultato della partita e poi magari dire che ha sbagliato. Dovesse Ancelotti decidere di utilizzare in partenza Diawara per Hamsik, Chiriches per Albiol e Verdi per Callejon significherebbe che l’allenatore crede nella rosa, nei suoi uomini. Non si può non essere d’accordo con lui anche perché si sa che l’emiliano saprebbe intervenire subito, se dovesse capire di aver commesso qualche errore, senza attendere la parte finale della gara.

Un’annotazione in conclusione: Koulibaly ha rinnovato sino al 2023, anche in questo caso c’è lo zampino dell’allenatore che ha prima saputo trattenerlo a Napoli ed oggi lo ha messo al centro del suo progetto.

Giovanni Gaudiano

 

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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