Na sera ‘e maggio

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO LE OSSERVAZIONI DI UN TIFOSO DOC QUAL E’  GIANLUCA CAROTENUTO, NON A CASO BASTIONE AZZURRO

 

Mi rendo conto di vivere in un mondo tutto mio, ma vorrei provare a spiegarne alcune dinamiche per quanto riguarda il mio rapporto con la nostra passione comune, farvi fare due risate e farvi esclamare divertiti, alla fine, “chist’ nun sta bbuon’!! “
Non ho espresso valutazioni per l’ultima di campionato perché credo che Mister e ragazzi stiano alacremente lavorando a qualcosa che possa, nel tempo, portare la Squadra ad un assetto ideale. Proprio come dei ricercatori che, sulla base di una teoria, analizzano e mettono a punto esperimenti sempre con maggiori accortezze che li portino a dei risultati straordinari e rivoluzionari. Le equazioni di Einstein che teorizzavano l’esistenza, i comportamenti e le conseguenze dei Black Holes all’interno delle galassie furono scritte un secolo fa. La prima immagine di uno di questi inquietanti oggetti, sebbene largamente diffusi nel nostro Universo, è di mercoledì scorso. Permettetemi questo improprio parallelo, ma un allenatore molto arguto e capace di grandi successi in giro per l’Europa, al suo primo anno di esperienza nella nostra città che non ospita le partite di una squadra dai fatturati “stellari” e dalla conseguente prima classe degli uomini che la compongono, ebbene quell’uomo ha fatto una scelta che nel mondo del calcio attuale molti non riescono ancora a capire. La maggior parte di loro si sforza, interisti, soprattutto juventini, milanisti, ma proprio non ce la fanno. Le logiche della galassia calcio ruotano sempre più vorticosamente attorno proprio ad un buco nero, un pozzo che accelererà la sua fase distruttiva, se non si cercherà in qualche modo di regolamentarlo e salvarlo da quanto scriverò dopo i due punti: questione di vile moneta. Sempre più società con tanta storia finiscono per non reggere i costi di un mondo folle, che di sportivo ha sempre meno e di politica sempre più. Nel silenzio generale quest’anno si è giocata una Serie B a 19 squadre, per defezioni, fallimenti e sanzioni assurde che la Lega Calcio ha comminato. Che vergogna non riuscire neanche a dare una parvenza di normalità a quello che si sta trasformando in un vero e proprio Regno, guidato dalla monarchia assolutista della famiglia Agnelli e della pletora di servi della gleba (direttamente servi in quanto escludo di titolarli nobili) con cui fanno affari. Oggi sopravvivere e, soprattutto, VINCERE è diventata merce rara nel Regno.
Però, loro, quelli là, quelli che tifano per una maglia a strisce, restano inquietati, temono. Si comportano come i grandi papaveri della comunità scientifica di inizio ‘900 che provò in tutti i modi a screditare le grandi intuizioni di quello studente debole in matematica nei suoi anni di liceo. Eppure, già nel corso del suo primo anno come Allenatore Azzurro, abbiamo visto come le famose “griglie gazzettiane” del settembre scorso, postulato ad alta valutazione espresso dai più grandi “scienziati” che riempiono le colonne dei maggiori rotocalchi sportivi nazionali, siano state controvertite da un oscuro, devo pensare, lavoro di laboratorio che ha confermato il Napoli seconda forza della Serie A. Cazzo “che ci tiene” questo Ancelotti…secondo in classifica e nei quarti di Europa League. Sì, nei quarti di una competizione europea. Ricordo che ci arrivammo già ai quarti di una competizione europea, tanti anni fa…ricordo il volto di ognuno di loro, quando scendevano in campo. Nando De Napoli, per esempio, non l’ho mai visto ridere durante un incontro; mai visto dare confidenza a un avversario con “gimme five” o carezzine…tacchetti, altro che carezzine!! Peppe Bruscolotti aveva fatto Scuola in quella fantastica squadra e Alessandro Renica, insieme a Ferrara, Crippa, Alemao, avevano fatto propri dei princìpi tali che gli avversari giocassero con riverente timore di sporgere un arto verso di loro, sapendo la buona probabilità di non ritrovarselo più.
Vi vedo: starete pensando “che palle questo, ancora a parlare dei tempi di Maradona!!”. Vi stoppo subito. Io voglio vedere queste due foto: Kalidu Koulibaly e Josè Maria Callejon che sollevano la Coppa UEFA, il nostro Mister lanciato in aria e ripreso dieci volte in mezzo al terreno di gioco di Baku. Io le vedo queste foto…ma per riuscirci queste stesse foto le devono vedere anche i ragazzi…TUTTI!! Vincere significa scendere in campo con la voglia, la grinta, la quantità di cazzimma che solo grosse esplosioni stellari possono generare, la consapevolezza di non poter uscire dal campo senza VINCERE…proprio com’era nell’aria, proprio come fecero quei Ragazzi, in quella sera di maggio del 1989.

Gianluca Carotenuto

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