Napoletanitudine – Le tradizioni napoletane: gli elementi della rappresentazione e la loro simbologia

Nell’allestimento del presepe e nella composizione dei suoi scenari, soprattutto quando tra i partecipanti vi sono i bambini, si lascia ampio spazio alla fantasia. Ma nonostante ciò vi sono alcuni luoghi, alcune ambientazioni che per tradizione ritroviamo in tutti i presepi napoletani, e che hanno una simbologia ben precisa.

Un elemento essenziale del paesaggio del presepe è il cosiddetto “scoglio”, e cioè una parte costituita da rocce, comunemente resa con del sughero di colore scuro, colore che richiama un aspetto notturno e dunque misterioso. Lo scoglio è pieno di sentieri tortuosi, lungo i quali i pastori scendono verso la grotta, posta più in basso e ovviamente in primo piano: occorre scendere nelle tenebre (appunto i sentieri tortuosi) prima di raggiungere la luce, rappresentata dalla nascita di Gesù.

Un’altra costante è il cielo stellato, che richiama il percorso della stella e soprattutto la vergine, che è sia cielo che terra.

Vi sono poi altri particolari la cui presenza è fondamentale, anche questi tutti ricchi di simbologie.

Il pozzo, che rappresenta il collegamento tra le acque sotterranee e la superficie, per alcuni simboleggia la bocca dell’inferno e per altri il buio in cui ogni uomo può sprofondare nonostante la salvezza offerta da Dio.

La fontana, e vicino a questa una donna, stanno a ricordare l’annuncio della nascita di Cristo fatto dall’arcangelo Gabriele alla Vergine, che secondo i Vangeli apocrifi sarebbe avvenuta appunto vicino a una fontana.

Il ponte rappresenta il passaggio che porta “dall’altra parte”, e quindi anche nell’aldilà, nell’ignoto.

Il mulino attraverso il movimento delle proprie pale simboleggia il tempo che gira, e che rinasce la notte di Natale. Inoltre ricorda sia la vita che la morte, in quanto produce la farina, che è bianca come la morte ma è anche elemento essenziale per fare il pane, simbolo di vita.

Il fiume rappresenta il fluire del tempo e, con il richiamo dell’acqua al liquido amniotico, il parto e la nascita della vita.

Infine la locanda, che all’epoca d’oro del presepe napoletano, il 1700, era si luogo di accoglienza, ma anche luogo frequentato da prostitute e imbroglioni, e dunque rappresenta i peccati degli uomini.

 

Franco Marchionibus

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