Il grande calcio è anche quello espresso dal Napoli contro il Sassuolo. Eroi stanchi e “cotti” come ha detto Vergara, sono riusciti a difendere strenuamente il vantaggio e portare a casa tre punti fondamentali per tutti gli obiettivi ancora possibili.
E tuttavia le parole di Cristian Stellini nel dopopartita dovrebbero far riflettere i vertici, quelli alti alti alti, sui calendari serrati che costringono a tour de force estenuanti. Stellini ha detto: “Il Napoli è l’unica squadra nel mese di gennaio a giocare 9 partite, avendo cominciato il 4 e non il 3 fino al 31 e non l’1° febbraio. Quindi il calendario è fatto male, per una squadra che ha giocato anche la Supercoppa: a mia memoria non è mai successo che in 28 giorni si debbano giocare 9 partite”.
E i vertici alti alti che non mostrano alcun rispetto per i giocatori costretti a giocare ogni 72 ore se va bene, dovrebbero invece tutelare maggiormente “l’industria calcio” che si vende poco e male, salvo poi esaltare partite come Inter-Napoli dove emerge il grande calcio “made in Italy” che per taluni è da paragonare alla Premier che di inglese ha proprio poco potendo contare su capitali arabi e statunitensi.
Di grande calcio se ne vedrebbe molto di più se si consentisse ai giocatori il giusto recupero senza pensare a possibili colpevoli per metodi di preparazione o a staff medici inadeguati.
Ora il Napoli continuerà anche in questa situazione difficile a proporre calcio di qualità e di intensità fin che si può, ma anche il pubblico dovrebbe fare la sua parte. Che Matteo Politano a 15 minuti dal termine di Napoli-Sassuolo debba chiedere una spinta ai tifosi muti è segno che in tanti dovrebbero andare a teatro. Troppi i tifosi snob juventinizzati, dovrebbero fare un bagno di umiltà, prima di salire i gradini che portano al Maradona dove l’abbraccio all’azzurro dovrebbe farsi sentire 120 minuti.