Partita infinita al Maradona, torna al gol con una doppietta McTominay grazie anche ad un De Bruyne formato Champions, ma si evince ancora fragilità
NAPOLI-BODO/GLIMT 4-3 (1′ Politano; 27′ Hauge ; 41′ McTominay ; 62′ Helmersen (B); 75′ McTominay , 89′ aut. Bjortuft; 94′ Fet)
NAPOLI (4-3-3): Meret ; Di Lorenzo, Rrahmani, Marin, Spinazzola (79′ Beukema); McTominay, De Bruyne, Anguissa (60′ Lobotka); Politano (79′ Olivera), Hojlund, Lang (79′ Giovane). All. Allegri
BODO GLIMT (4-3-3): Haikin; Sjovold, Gundersen (84′ Aleesami), Bjortuft, Bjorkan (84′ Maatta); Auklend (84′ Saltnes), Berg, Fet ; Blomberg (83′ Mvuka Mugisha), Helmersen (76′ Brynhildsen ), Hauge. All. Knutsen
Nella terza sfida del maxi-girone di Champions, il Napoli di Allegri era chiamato al riscatto: pronti-via, ci aveva pensato Matteo Politano a sbloccare il match, riuscendo a farsi perdonare il clamoroso errore di Villareal. La sfida con i norvegesi del Bodo Glimt, tuttavia, si rivela tutt’altro che scontata: la fitta ragnatela di passaggi sulla trequarti manda in confusione la difesa azzurra, e nonostante le grandi occasioni create dal Napoli (con anche un palo colpito da McTominay) è il Bodo a trovare il pareggio con Hauge. Lo scozzese con la maglia n.8, sfruttando un ottimo inserimento favorito dal lancio di De Bruyne, trova i due gol vittoria, da ultimo riportando il Napoli avanti, dopo il secondo squillo del Bodo, resosi ancora più pericoloso nel secondo tempo. Neanche il quarto gol di Giovane regala sicurezze ai partenopei, che al 90’+4 si fanno imbucare all’ultima azione possibile; tre gol incassati sono decisamente troppi, anche considerando il fattore differenza reti. Vincere col Bodo non era sfida semplice (da ultimo si tenga presente la sconfitta del Borussia in casa, o la debacle dell’Inter lo scorso anno), e al Napoli serviva principalmente la vittoria, per poter risalire il girone e affrontare in campionato con più serenità la Roma di Gasperini.
Allegri, dopo la clamorosa sconfitta col Venezia, passa nuovamente alla difesa a 4 davanti a Meret, a centrocampo Anguissa e McTominay agiscono a supporto del regista De Bruyne, davanti spazio a Politano e Lang alle spalle di Hojlund. E dopo appena cinquanta secondi dal fischio d’inizio del fischietto spagnolo Sánchez Martínez, Spinazzola affonda lungo la corsia mancina e pennella un traversone perfetto per Politano, bravo ad impattare la sfera al volo e a trafiggere l’estremo difensore del Bodø/Glimt, per il gol più veloce in Champions della storia azzurra. Dopo il vantaggio lampo, la formazione di Allegri sceglie di abbassarsi nella propria metà campo, concedendo il possesso ai norvegesi e chiudendo ogni varco. Gli azzurri preferiscono agire in contropiede: da due ripartenze veloci nascono le chance per raddoppiare, ma Lang trova l’opposizione di Haikin, mentre Højlund spreca da posizione favorevole calciando sul fondo. La legge del gol mancato gol subito si concretizza al 27′: alla prima vera sortita offensiva, il Bodø/Glimt pareggia con Hauge, che riceve sulla sinistra e batte il portiere con un preciso rasoterra a giro. Il Napoli però non sbanda come a Villareal (anche se Meret stava per regalare un pallone velenoso agli attaccanti del Bodo), guidato dalla visione di gioco di De Bruyne. Al 41′ arriva il nuovo sorpasso partenopeo: McTominay dialoga al limite con De Bruyne, riceve il filtrante di ritorno e calcia a rete; la conclusione dello scozzese, complice una doppia deviazione di Gundersen e del portiere, finisce in fondo al sacco per il 2-1.
In avvio di ripresa gli ospiti partono forte sciupando un paio di buone opportunità, ma è il Napoli al 15′ ad andare ad un passo dal terzo gol con McTominay, che su assist del solito De Bruyne stampa la palla sul palo. Due minuti più tardi arriva la punizione per i partenopei: Helmerson si trova smarcato a centro area e con un diagonale chirurgico firma il 2-2. Il Bodø/Glimt prova ad spingere sull’acceleratore, ma al 30′ è ancora la squadra di casa a tornare avanti: Politano scodella un cross dalla destra e McTominay si fa trovare pronto all’inserimento vincente per il 3-2. Allegri corre ai ripari inserendo Beukema e Olivera per blindare la retroguardia. La mossa sembra funzionare fino al 43′, quando Giovane costruisce un’azione ostinata sulla sinistra e trova la rete con la complicità dell’estremo difensore norvegese, portando il punteggio sul 4-2. In pieno recupero, al definitivo exploit degli ospiti ci pensa Fet, che con un pallonetto beffardo fissa il risultato finale sul clamoroso 4-3.