
Napoli – Cagliari 1 – 0, Anguissa fa tremare il Maradona
All’ultimo respiro, a 10 secondi dal fischio finale, nessuno avrebbe immaginato di vivere nuovamente l’attesa di cento giorni fa. Allora era per cucire lo scudetto sulla maglia, oggi è per tenerla fino alla fine. Un passo alla volta con il timore di lasciare due punti per strada che alla fine, si sa diventano rimpianti.
E allora Napoli-Cagliari con un De Bruyne in più che non spaventa certo la squadra di Pisacane che si presenta con spavalderia al Maradona. Una difesa solida e ordinata che consente al Napoli di far possesso palla, di palleggiare anche con eleganza ma senza pungere più di tanto.
Conte ripropone l’11 di sabato scorso con il solo Spinazzola al posto di Olivera: si parte con una pressione altissima del Napoli. Al 17° De Bruyne pennella per McTominay ma resta un’azione sterile; ci prova Spinazzola per Lucca che non trova la palla. Il Napoli cerca di alzare il ritmo ma al 36° rischia per l’ occasione di Esposito anticipato da Meret. Sul finire del tempo, ancora Spinazzola cerca Lucca che calcia debole e al 44° Mc Tominay ci prova col destro per un Caprile vigile.
Anche nel secondo tempo Mc Tominay libera un destro potente a sfiorare il palo e al 57° dopo un cross di De Bruyne, intervento di J.Jesus per Rrahmani che manca l’impatto. Al 70° altra nitida occasione sul piede di Politano che libera un mancino a sfiorare la traversa. Cinque minuti dopo, è il Cagliari a far tremare il Napoli con Folorunsho solo in area che si allunga in spaccata e non trova la porta. Conte ha iniziato i cambi: Buongiorno prima, Ambrosino dopo, poi Lang, Olivera, ma all’89° Anguissa, di testa non trova la rete. 5 i minuti di recupero e al 93° Mc Tomanay “si mangia” il gol vittoria. Ormai manca una manciata di secondi e su un cross di Buongiorno arriva il magico piede di Anguissa che libera il Maradona: 55mila spettatori finalmente possono respirare. Esulta, eccome, Conte che viene travolto dalla panchina.
Ora c’è la Nazionale, che per Antonio Conte significa anche una “pausa di riflessione” per capire se questo modulo potrà essere quello di base o se qualcosa di diverso potrà essere proposto dopo l’arrivo di Hojlund ed Elmas. Sei punti, primi in classifica in buona compagnia e ancora tanto da esprimere con un gruppo-squadra che non si rassegna mai.
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