Ma quella è storia, dunque è il passato e il Napoli di Spalletti si presenterà questa sera di fronte al suo pubblico che vuole far sentire la sua voce, vuol lavorare insieme ai giocatori e sudare la maglietta come loro
Mazzarri sentirà forse un pizzico di magone nel ricordo di quelle stagioni e forse anche con il rimpianto di aver voluto provare l’ebbrezza di guidare un top club di nome Inter che nella classifica Ranking segue distaccata il Napoli. Ora deve far risalire la china a una squadra ferma a 2 punti che contro l’Empoli è apparsa disordinata e confusa mentre con la Lazio aveva opposto una giusta grinta e organizzazione. “In otto giorni” – si giustifica – ; e contro il Napoli vuole una risposta dai suoi. Mazzarri sembra orientato a schierare un 4-4-2 con Dalbert e Nandez sulla linea mediana e in attacco Pedro a sostegno di Keita.
Per Spalletti pochi dubbi e pochi cambi con Manolas per Rrahmani (che sta bene dopo aver avuto rassicurazioni mediche) e il solito Lozano/Politano, Elmas/ Zielinski. Particolari insignificanti per gli osservatori, determinanti per Spalletti che valuta la formazione iniziale secondo lo stato di forma dei singoli e l’evoluzione in corso di partita con i cambi a disposizione