Skip to content

Maradona 12simo uomo in campo, Vergara show-man: non basta;

NAPOLI-CHELSEA 2 – 3  (19′ rig. Enzo Fernandez, 32′ Vergara, 42′ Hojlund, 60′, 81′ Joao Pedro)

Napoli (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Juan Jesus (dal 22’ st Gutierrez), Buongiorno; Spinazzola (dal 37’ st Beukema), Lobotka, McTominay, Olivera; Elmas (dal 37’ st Lukaku), Vergara; Hojlund. All. Conte.

Chelsea (4-2-3-1): Sanchez; Malo Gusto (dal 14’ st Chalobah), James, Fofana, Cucurella; Caicedo, Santos (dal 14’ st Gittens – dal 45’ st Badiashile); Estevao (dal 29’ st Garnacho), Fernandez, Pedro Neto (dal 1’ st Palmer); Joao Pedro. All. Rosenior.

Illude la magia del talento di Frattaminore e la spinta del pubblico di casa; dopo la prima rimonta azzurra, il Chelsea riacciuffa un Napoli allo stremo con la doppietta di Joao Pedro

Non era la partita da cui far dipendere il destino del Napoli in Champions League, lo si sapeva dal momento del sorteggio, lo si sapeva dall’amaro pareggio della fatal Copenaghen.                               Eppure, il Napoli, davanti ad un Maradona 12simo uomo in campo, come indicava la coreografia dello stadio, per 60 minuti mette sotto pressione il Chelsea di Liam Resinior, pur essendo andato in svantaggio per uno sfortunato tocco di mano (ed alla prima occasione dei Blues)                                        Brilla la stella di Antonio Vergara, che con una rouleta ruba gli occhi di Napoli e dell’Europa che conta, dimostrando che avrebbe meritato molto più spazio nel corso della stagione; eppure, come un drammatico deja vu risalente, ormai, a quattordici anni fa, il Chelsea alla fine riesce a strappare la vittoria agli azzurri, conquistando – fortunosamente – il passaggio alle prime otto, e negando il 24simo posto agli azzurri, crollati a livello fisico nel secondo tempo, ma solamente a causa dell’assenza materiale di sostituti., per una sfida che ha assunto quasi i contorni della battaglia delle Termopili, con gli uomini di Conte perfetti nell’incarnare lo spirito dei leggendari 300.

Conte ripropone l’ormai solito 3-4-2-1, con i (quasi) soliti noti; in porta Meret, difesa a tre con Di Lorenzo, Buongiorno e Juan Jesus, sugli esterni Spinazzola (a destra) e Olivera supportano Lobotka e McTominay, davanti Vergara- Hojlund- Elmas.                                                                                             Il Napoli parte meglio, e fa subito vedere che, nonostante le difficoltà, vuole fare la prestazione davanti al Maradona ed a un pubblico formato Champions; più volte i difensori del Chelsea dimostrano di subire il pressing azzurro, come Caicedo che serve male indietro al portiere, che nel rilanciare colpisce in pieno al volto McTominay rischiando di subire un gol clamoroso.               Nonostante l’ottima partenza azzurra, Turpin concede ai Blues punizione dal limite per fallo di Vergara, e il tiro di Reece James colpisce il braccio di Juan Jesus, che è imprudente nell’andare a saltare sulla barriera; ammonito il difensore del Napoli. Enzo Fernandez al 19’ non sbaglia dal dischetto, con Meret che indovina l’angolo ma non ci arriva.                                                                   Gli uomini di Conte dimostrano di non aver subito il contraccolpo psicologico, e suona la carica Capitan Di Lorenzo, che attacca il fondo e ci prova sul primo palo. trovando la deviazione del portiere Sanchez.                                                                                                                                         Il talento di Frattaminore, dopo una buona prima mezz’ora, si prende la scena al 33’: Olivera intercetta il pallone e Vergara si esibisce in un gol fantastico, con veronica e tunnel a Fofana, e la diagonale di destro che trafigge il portiere e porta il Napoli sull’1-1.                                                                            Gli azzurri dominano e arrivano prima su ogni pallone; al 39’, sull’ennesimo recupero del Napoli, McTominay fa da sponda a Di Lorenzo che serve di nuovo il classe 2003 proveniente dalla Reggiana per l’incredibile doppietta, ma questa volta tenta la conclusione a giro da fuori, ma non inquadra la porta.                                                                                                                                          Il gol del temporaneo sorpasso arriva al 43’ quando, approfittando di un altro pallone rubato nella metà campo del Chelsea, Olivera mette al centro l’assist per Hojlund, bravissimo ad anticipare i difensore davanti alla porta: palo-rete, Sanchez immobile, ed è 2-1 Napoli, nel tripudio del Maradona.

Nella ripresa il Napoli comincia come aveva finito, ma già dal 55’ comincia a dare i primi segnali di cedimento fisico; Liam Rosenior – tecnico dei Blues – stravolge la squadra con l’ingresso di Cole Palmer, rimasto fuori per problemi fisici.                                                                                            Non è un caso che i gol del Chelsea nascano da azioni iniziate dal numero 10 dei Blues, e al 61’ Joao Pedro, spettatore pagante durante la prima frazione, trova una rete fantastica, ricevendo un pallone apparentemente innocuo in prossimità del limite dell’area azzurro,   smarcandosi da Juan Jesus con una giocata sopraffina e  scagliando una bordata perfetta da fuori area.                                                  Il pari del Napoli alimenta nervosismo e frenesia negli azzurri, che senza la vittoria sapevano di non essere padroni del proprio destino; i risultati di Pafos, Psv, Athletic Bilbao e Benfica di certo non hanno aiutato ad alleviare la pressione.                                                                                                      A questo punto Conte le prova davvero tutte; dapprima toglie Juan Jesus (ammonito) per Gutierrez, poi inserisce Beukema e Lukaku al posto di Spinazzola ed Elmas, alzando Di Lorenzo (dopo le iniziali preoccupazioni per una botta alla caviglia) e riproponendo la soluzione del doppio centravanti.                                                                                                                                               Eppure, su una palla sanguinosa persa da Hojlund, Palmer è liberissimo di agire e pesca il centravanti brasiliano, che si trova tutto solo davanti a Meret e insacca con una diagonale di destro.

Il Maradona applaude anche prima della fine della gara, ma al 94’ si salva Sanchez che para in maniera fortunosa la conclusione in girata di Lukaku, vicinissimo al pareggio al primo pallone toccato; ma i tifosi, da dodicesimo uomo in campo, non possono che applaudire gli eroi azzurri.

Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

Back To Top