NAPOLI – COMO 1 – 2 ( 17° Baturina, 30° Hojlund, 34° Douvikas)
L’esperienza di Max Allegri nulla può contro la sfrontatezza di Cesc Fabregas che arriva al Maradona senza timori affrontando la seconda della classe da pari a pari. E dopo cinque minuti dà pure lezioni di organizzazione in campo rispetto ad un Napoli disordinato e ancora poco sciolto e coordinato. Tutto accade nel primo tempo, né il secondo, quando il Napoli sembra più ordinato e con i cambi sembra poter dare di più, riesce a raddrizzare una serata (si spera, una) storta che possa dare giuste indicazioni al tecnico alla vigilia della doppia sfida Inter-Arsenal.
Comincia la sfida e subito il Como fa capire che vuole dominare. Al 14° Da Cunha ci prova ma trova la deviazione di Di Lorenzo in corner e al 15′ colpo di testa di Valle sugli sviluppi di calcio d’angolo. Due minuti dopo però, il Como va a segno con Baturina: controllo e virata vincente. Il Napoli prova a reagire ma ogni volta che si distende non trova la linea di passaggio fino al 30°, quando Rasmus Hojlund col mancino batte Butez. Un’illusione, solo un’illusione che la partita sia cambiata perché dopo 4 minuti, Zambo Anguissa si fa scippare la palla che neanche Rrahmani spazza via e Douvikas infila Meret per la seconda volta. Così il primo tempo dopo 4 minuti di recupero.
Nel secondo tempo il Napoli sembra più ordinato, seppur lento e dopo una manciata di minuti Allegri provvede ai cambi: fuori Olivera, McTominay e Lang, dentro Spinazzola, Alisson e De Bruyne. La risposta che si lesse a Genova però non c’è e il Napoli attacca alla sperindio fino al gol fantasma di Lobotka vanificato da un fuorigioco di un niente che equivale ad una sconfitta. Assai amara.