Ballardini aveva preparato la partita come una battaglia dopo aver sventolato bandiera bianca contro l’Inter. Contro il Napoli, una veemenza che talvolta impediva anche giocate più semplici: caccia all’uomo per stroncare sul nascere le azioni del Napoli che in fase di possesso, pur senza Osimhen riusciva a trovare linee di passaggio molto pericolose. Sarà il leitmotiv di tutto il campionato per un Napoli che nello scorso anno iniziava sempre con ritmi molto bassi. Quest’anno è cambiata la musica e ogni allenatore sentirà la sfida con gli azzurri come la finale di Champions per caricare la squadra, così, di fronte ad un netto divario tecnico, subentra la caccia all’uomo.
Ma il Napoli di Spalletti ha dimostrato di avere le spalle forti e in due partite con squadre di minor spessore ha dovuto far ricorso a energie nervose più ancora che tecniche. Due partite da registrare come test di tenuta in attesa di squadre che daranno l’assalto alle zone alte. La sosta per dar spazio alle Nazionali non è mai gradita perché torneranno guerrieri stanchi, tuttavia dalla prossima, qual “qual cosina in più” cui ha alluso Spalletti in conferenza stampa, sarà necessario per non sciupare le potenzialità di questo Napoli che sono notevoli.
Non tutti sono al top, per fortuna: Di Lorenzo, Fabian, Mario Rui e Lozano non sono stati smaglianti e tuttavia sono arrivati in fondo stanchissimi dopo aver dovuto tenere a freno qualche reazione che sarebbe apparsa sacrosanta.
L’ha risolta Andrea Petagna che spingeva per entrare: un addio? Oppure una richiesta per restare? Anche Spalletti, maestro di parole da interpretare, è apparso al centro di una trattativa che potrebbe o non potrebbe concludersi, ma resta incomprensibile come non si decida la chiusura del mercato prima dell’inizio del campionato.