Una palla sfiorata con l’indice in area– l’unico errore della partita quasi perfetta di Juan Jesus- ha permesso al Barcellona di Xavi
E’ stata una partita a scacchi, intensa, molto raffinata dal punto di vista tattico. Il Barcellona ha provato a fare il suo solito gioco ricamato, fatto di trame fitte e di infinito possesso palla. Il Napoli ha accettato il confronto, non si è snaturato, ha sempre provato a costruire gioco dal basso, rischiando molto ma riuscendo a reggere anche il confronto tecnico. Ha funzionato anche la mossa di Spalletti di irrobustire la difesa con Juan Jesus esterno basso, evidentemente per contenere una delle nuove stelle blaugrana, il portentoso Adama Traoré, praticamente reso inoperoso. Con il passare dei minuti gli azzurri prendono le misure e al 22′ sfiorano il gol: Osimhen scatta sul filo del fuorigioco, sinistro ribattuto da Ter Stegen con le gambe. Al 28′ Ferran Torres spreca clamorosamente una ghiotta occasione propiziata da Aubameyang e i catalani sono vittima del classico “gol mangiato, gol subito”. Un minuto dopo Zielinski scambia con Elmas, bravissimo ad eludere in area l’intervento di due difensore e a rimettere la palla al centro per il polacco;Ter Stegen respinge la prima conclusione del polacco, ma nulla può sul secondo tentativo.
Dopo 10’ della ripresa l’arbitro viene richiamato al monitor per andare a rilevare un impercettibile tocco di mano di Juan Jesus su cross di Adama Traoré sfuggito ai più. La palla non cambia neanche traiettoria, ma queste sono le regole: Ferran Torres va sul dischetto e spiazza Meret per il pareggio. Precedentemente nè il direttore di gara Kovacs- pronto a estrarre i gialli solo verso gli azzurri- nè il VAR avevano notato una trattenuta vistosa in area ai danni di Osimhen. Xavi fa entrare tutti insieme il fischiatissimo Dembélé, Gavi e Busquets al posto di Adama Traoré, l’eccellente Nico e il pallido Frenkie De Jong. Spalletti prima ha inserito Ounas per Insigne, poi Mertens e Demme per Osimhen e Zielinski. Infine Mario Rui e Malcuit da una parte, Dest e Luuk de Jong dall’altra. La partita, a lungo compassata, si è infiammata nel finale prolungato da 6 minuti di recupero che sono diventati 9. Il Barça, trascinato da Dembélé passato dai fischi agli applausi in un paio di scatti brucianti, sfiora quattro volte il gol: in due occasioni è Ferran a sparare alto, in mezzo una grande parata di Meret su Dembélé e una spettacolare rovesciata di Luuk de Jong finita fuori; nel finale convulso anche Mertens riceve una una bella palla al centro da Elmas, ma la tira addosso a Ter Stegen.