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Napoli fermato dall’Atalanta e dal VAR

Si complica la corsa Champions per gli azzurri, sconfitti a Bergamo; tolto un rigore e annullato un gol al Napoli dal VAR, la dea rimonta grazie agli errori di Chiffi e del VAR

Atalanta-Napoli 2 – 1  (18’pt Beukema; 16’st Pasalic, 36’st Samardzic)

ATALANTA (3-4-2-1)— Carnesecchi; Scalvini, Hien, Kolasinac; Zappacosta, Pasalic, De Roon, Bellanova; Zalewski, K. Sulemana; Krstovic. Allenatore: Palladino.
NAPOLI (3-4-2-1)— Milinkovic-Savic; Buongiorno, Juan Jesus, Beukema; Mazzocchi, Elmas, Lobotka, Gutierrez; Vergara, Alisson; Hojlund. Allenatore: Conte.

Se questo è un VAR; Atalanta-Napoli, al 26° turno di Serie A, svela il velo dell’AIA (non di Maya), e rende manifesta la ormai libera ed indiscriminata applicazione di un regolamento che – se non può dirsi applicato in mala fede – quanto meno non appare espressione di regole univoche e chiare.

Breve sintesi: gli uomini di Conte trovano il vantaggio con Beukema sugli sviluppi di calcio di punizione, dominano la prima frazione, ed al 42’ hanno l’occasione di portarsi avanti di due gol, quando Hojlund viene abbattuto da Hien in area di rigore, a seguito di un contatto ginocchio contro ginocchio.                                                                                                                                                         Eppure, il VAR richiama Chiffi, ritenendo il contatto troppo leggero, sorprendendo persino Luca Marelli, che evidentemente ricordava episodi simili, favorevoli ad altre squadre, nei quali il VAR non aveva sindacato la decisione di campo.                                                                                  Quel concetto di ‘chiaro ed evidente errore’, così oscuro, non perviene ad inizio primo tempo né a Chiffi né agli arbitri in sala VAR, che per un contatto leggerissimo sempre fra Hojlund e Hien scelgono di non osservare, stranamente, lo stesso metro di giudizio, ed annullano la rete a Gutierrez, che avrebbe portato gli azzurri sul 2-0 . Il resto lo fa un Napoli sciupone, stanco, e forse autore con Conte di sostituzioni sbagliate; Palladino, di contro, azzecca le scelte (in particolare con i neoentrati Bernasconi, Samardzic e Scamacca), e la dea ribalta la gara, rendendo ancora più delicata la corsa Champions per gli azzurri.

Antonio Conte, costretto a fronteggiare l’assenza di McTominay, schiera un 3-4-3 inedito, con Beukema, Juan Jesus e Buongiorno davanti a Milinkovic, a centrocampo Elmas e Lobotka con esterni Mazzocchi e Gutierrez (tornato a sinistra), davanti il tridente Vergara-Hojlund-Alisson Santos.                                                                                                                                    Il Napoli approccia meglio la gara al Gewiss, e si porta avanti approfittando di una deliziosa punizione di Gutierrez per Beukema, andato a saltare assieme a Buongiorno e Hojlund, e approfittando di una difesa bergamasca poco attenta l’olandese insacca e realizza il vantaggio azzurro al 18’. Gli uomini di Conte occupano meglio il campo, e pochi minuti dopo in ripartenza Alisson Santos, da solo di fronte a Carnesecchi, trova il raddoppio, che viene annullato per fuorigioco. I primi tiri bergamaschi veramente pericolosi arrivano al tramonto del primo tempo con Sulemana sulla destra; tuttavia, la sliding door della serata è rappresentata dal rigore che Chiffi prima fischia per il Napoli (contatto Hojlund-Hien, con giallo per lo svedese) e che poi toglie – compresa l’ammonizione – dopo aver rivisto al monitor l’intervento richiamato dal Var Aureliano. Nei minuti finali del recupero Alisson Santos sgasa sulla sinistra, ed effettua un tiro insidioso respinto da Carnesecchi; la palla arriva a Vergara, ma il suo colpo di testa è troppo centrale, e viene sprecata una grandissima occasione.

Nemmeno un minuto dall’inizio del secondo tempo, e vi è il secondo contestatissimo episodio; azione splendida cominciata da Vergara, c’è lo scatto di Hojlund che serve Gutierrez sulla sinistra, ma Chiffi annulla per fallo in attacco, ritenendo il reciproco strattonamento fra Hien ed il numero 19 azzurro passibile di annullamento; decisione che ha portato Giovanni Manna, ds del Napoli, a parlare ai microfoni di Dazn a fine gara, e a definire il tutto quanto mai imbarazzante. Gli uomini di Palladino nella ripresa giocano a un ritmo elevatissimo, con il Napoli sempre più scollato e costretto ad affidarsi alle giocate singole di Vergara e di uno stremato Alisson Santos, forse da sostituire prima;e Mario Pasalic – dagli sviluppi di un calcio d’angolo – segna la rete del pareggio al 61’. Il Napoli cambia prima gli esterni di centrocampo (dentro Spinazzola e Politano), poi Conte manda dentro Olivera al posto di Juan Jesus (ammonito per proteste), ma la scelta non si rivela felice, in quanto proprio l’uruguaiano si perde Lazar Samardzic sul cross di Bernasconi, e all’81’ la partita è totalmente ribaltata. Gli ingressi di Giovane e Lukaku non cambiano la partita, e al di là delle recriminazioni, l’Atalanta si porta a -5 dagli azzurri terzi, con Juventus a 46 e Roma a 47 (partita in meno con la Cremonese); sarà dura anche per la Champions, ancora più dura se proseguiranno errori arbitrali e disparità nel metro di giudizio ormai sistematiche.

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