Contropiede Azzurro

Napoli – Granada, nessuno crede all’impresa: ma la palla è rotonda

Napoli – Granada: 16esimi di Europa League; il Napoli parte da uno svantaggio di 2 reti: a Gattuso serve l’impresa ma nessuno sembra realmente crederci: né il tecnico, né i giocatori, né i tifosi che però si mostrano pessimisti per tentare di non subire un’altra delusione. Ma il vero problema è proprio Gattuso, senza veleno e senza convinzione. Una voce mesta da de profundis che non annunciava di sicuro la carica: ”Non mollano mai, sono difficili da battere”.

D’accordo, il Napoli è in ginocchio, agli infortunati di domenica si è aggiunto Osimhen, né ci sono giocatori recuperati o recuperabili e tuttavia, di fronte, c’è una squadra che in campionato non vince da 6 partite e nell’ultima è stata sconfitta dall’Huesca in fondo alla classifica. Se non ci sono le gambe, ci dev’essere la testa e francamente sentire Gattuso insistere ancora con“ Dobbiamo annusare il pericolo, facciamo fatica”, sembra un’ammissione di colpa  considerando che lo stesso tecnico ammette che nelle ultime partite il Napoli ha subito gol in fotocopia, quindi non una casualità ma una fase difensiva che va rivista.

Tornano alla mente i numeri di falli commessi dagli azzurri in questo campionato: alla 23^esima giornata soltanto 200 di fronte ai 374 dello Spezia (prima per falli) fino all’Udinese penultima. Segno evidente che la pressione degli azzurri sugli avversari non blinda la fase difensiva così che nell’ultimo tocco si rischia il giallo o il rigore.

Diversamente da Gattuso, Diego Martinez, in conferenza stampa teme l’euforia dei suoi e dichiara: “Dobbiamo incanalare le nostre emozioni in modo positivo. Arrivare qui è un grande traguardo, ma non dobbiamo fermarci. Bisogna dimenticare il risultato dell’andata, rispondendo colpo su colpo per portare a casa il risultato. Ci aspettiamo una grande gara, il Napoli è una squadra di grande livello. Noi però proveremo ad essere sempre se stessi”.

E di fronte ad una squadra ‘su di giri’ come il Granada, il Napoli potrebbe e dovrebbe far valere il suo valore, perché Aristotele insegna: “ Nelle sventure il valore risplende”