NAPOLI – INTER, in attesa del terremoto azzurro
L’Osservatorio Vesuviano si prepara a registrare la scossa sismica proveniente dal Maradona. E’ da un po’ che è quiescente ed ora vuole vibrare con i magnifici azzurri. Kalidou sarà in campo e poco importa se in panchina o a marcare Dzeko: sarà sufficiente uno sguardo con Spalletti per decidere. In ogni caso già la sua presenza è forza del gruppo. E’ una di quelle partite del passato quando si tifava con passione senza retropensieri. Uno spot bellissimo per il calcio italiano che aveva bisogno di nuovi, forti, convincenti protagonisti.
Non è un caso che il calo della Juventus abbia dato un nuovo respiro al campionato: in tanti parlano ancora del possibile scudetto dei bianconeri, tuttavia già da tre anni la Juve è guardata con sospetto e le sue vittorie, pur nitide, sono circondate da dubbi più o meno fondati. I tanti fatti extracacistici, dal caso Suarez, alle violazioni della bolla di Ronaldo, alle plusvalenze (falsi in bilancio), alla Superlega, hanno legato a sè soltanto i tifosi bianconeri. Restano fortissimi, pur con bilancio in rosso, potenti, ma soli. Gli interisti, -dovessero perdere lo scudetto- , indicherebbero il Napoli, non la Juve. Così il Milan, così la Roma, così la Fiorentina: purchè non sia la Juve.
E Napoli-Inter riapre la voglia di calcio oltre il risultato, e l’unico timore è quello di vedere due squadre che si affrontano con la paura di perdere.
Di fronte due allenatori che non hanno vinto ancora lo scudetto e che saranno osservati speciali per la squadra che metteranno in campo, per la strategia studiata e per le sostituzioni che opereranno durante la partita. Inzaghi è stato duramente criticato proprio per i cambi inopportuni durante il derby con il Milan. Spalletti ha avuto più applausi che critiche per molti risultati agguantati proprio per la saggezza ed esperienza nelle sostituzioni.
Ma nulla è automatico, ancor meno per Spalletti che non una sola volta ha rivoltato il Napoli come un calzino, perciò c’è da aspettarsi un Napoli “tradizionale” che affronti l’Inter del primo tempo votata ad un’aggressività che può recedere nel secondo tempo. Il terzo occhio dell’esperienza di Spalletti, potrebbe essere l’occhio vincente.




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