Contropiede Azzurro

Napoli-Lecce 2-1, De Bruyne domina, il Lecce s’inchina

NAPOLI – LECCE 2-1 (3′ p.t. Siebert, 1′ s.t. Hojlund, 20′ s.t. Politano)

NAPOLI (3-4-2-1): Meret; Beukema, Buongiorno, Olivera; Politano (dal 28′ s.t. Gutierrez), Gilmour, Anguissa (dal 1′ s.t. McTominay), Spinazzola (dal 28′ s.t. Mazzocchi); Elmas (dal 1′ s.t. De Bruyne), Alisson Santos (dal 40′ s.t. Nascimento); Hojlund. Allenatore: Conte.

LECCE (4-3-3) Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Thiago, Gallo (dal 34′ s.t. Ndaba); Ngom (dal 41′ s.t. Fofana), Ramadani, Coulibaly (dal 1′ s.t. Gandelman); Pierotti (dal 34′ s.t. N’Dri), Stulic (dal 12′ Cheddira), Banda. Allenatore: Di Francesco

Parte forte, fortissimo il Lecce che dopo due minuti è in vantaggio con il gol di Siebert da angolo mentre il Napoli, abulico, sembra essere rimasto negli spogliatoi. Sarà l’aria di primavera che si annuncia, ma non è facile riconoscere i guerrieri azzurri che consentono ai giallorossi il possesso palla e anche azioni pericolose. Per il Napoli solo qualche timido acuto, qualche contropiede, qualche ‘occasione-occasionale’ . Dopo un quarto d’ora Conte manda a scaldarsi Mc Tominay a mò di minaccia o di sveglia, per dare un segnale alla squadra dormiente così che al 45+ recupero il risultato dice Napoli-Lecce 0-1.

Attesa infinita per i 50mila al Maradona che sperano di vedere finalmente il Napoli scendere in campo ed ecco che rientrano. Il Maradona si rianima: De Bruyne e Mc Tominay sono pronti per lasciar riposare Elmas e soprattutto Anguissa ancora in pieno rodaggio. Fischia Abisso e il Napoli c’è. Il Lecce diventa Lecce e lascia una porta aperta per Gilmour che lancia Politano pronto a distendersi che vede Hojlund al centro e gli pennella la palla gol. Il Napoli è tornato ed ha già pareggiato i conti. Ora però tocca vincere: in campo il prof Kevin De Bruyne comincia a dar lezioni non lesinando critiche a chi sbaglia o rincuorando chi non riesce a chiudere secondo le intenzioni. Conte sbraita: “ A lui, dalla a lui”.

De Bruyne detta legge e tutti lo seguono mentre Di Francesco rianima i suoi intimoriti da tanta Luce. Ed ecco che al 63° il Lecce prova a sfruttare  una palla persa da Spinazzola e colpire con Cheddira che tira a lato. E allora il Napoli sale in cattedra un’altra volta dopo un’occasione di Alisson sventata da Falcone, e su un corner battuto da De Bruyne, sponda di Buongiorno con Politano che si coordina e al volo d’esterno beffa Falcone. Rimonta completata. Vittoria più vicina potendo gestire gli ultimi venti minuti con maggiore serenità. Conte lascia spazio a Gutierrez e Mazzocchi per far respirare Politano e Spinazzola, ma tranne qualche timido tentativo del Lecce è il Napoli che potrebbe segnare ancora. L’ultimo sussulto però arriva da Banda che si tocca in petto e si accascia al suolo mentre il gioco continua: Conte si accorge del malore del giocatore e interviene. Attimi di terrore con un Maradona improvvisamente in silenzio. Poi i soccorsi, la barella, l’ambulanza. Banda è cosciente e il Maradona finalmente applaude. Ora può godere della terza vittoria consecutiva del Napoli. Può godere nel rivedere i suoi grandi campioni; può godere di guardare con fiducia al futuro, solo quando ha capito che Banda stava bene.