Napoli-Roma con Conte in panchina
Meglio far finta di essere clementi per un insulto, che espellere un giocatore in ossequio all’uniformità che non esiste. Conte aveva insultato l’arbitro Manganiello ma nel referto del giudice sportivo non c’è alcuna traccia dell’episodio. Come non c’era traccia dell’insulto di Maignan all’arbitro Mariani. Graziati. Si va avanti con ipocrisia in una settimana in cui tutti hanno alzato la voce per uno step on foot riconosciuto al Napoli che potrebbe presentare dossier dai tempi di Vinicio passando per Maradona che ha sempre evidenziato (prove alla mano) come il Napoli giocasse spesso “contro tutti”, lottando contro un sistema calcistico e un razzismo geografico.
Ora, a quattordici partite alla fine, ovvero a 100 giorni dalla conclusione del campionato, il Napoli potrebbe sperare di correre senza altri danni arbitrali e giocarsela con le proprie (ridotte) forze. Se lo scorso anno il Napoli di Conte colse tutti di sorpresa e riuscì nell’impresa sino alla notte magica del 23 maggio, quest’anno lo sgarbo di Conte rimasto a Napoli e la campagna acquisti faraonica possibile per una società sana e senza debiti, era un’onta che andava lavata. E il Napoli avrebbe almeno 6 punti in più se esistesse uniformità di giudizio con o senza VAR.
Ora che, più o meno, è stata tracciata la strada Champions per le intoccabili big nordiche, Napoli e Roma se la potrebbero giocare sul campo. All’andata prevalse il Napoli e domani sera la Roma non vorrebbe aggiungere la nona stagione senza i tre punti. L’ultima sua vittoria risale infatti al 2018 ma arriverà a Napoli forte di una superdifesa che ha incassato appena 14 gol, pur con 8 sconfitte. Tuttavia la squadra di Gasperini non ha fatto meglio di quella di Ranieri che lo scorso anno subentrato dopo De Rossi e Juric a novembre conquistò 56 punti in 26 giornate e se il Napoli riuscirà a fare la sua partita……con Politano, Vergara, Mc Tominay (?) Hojlund sarà il derby del Sole.




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