Fin troppo facile? Dopo i dieci minuti di incubi in cui Spalletti avrà rivisto i fantasmi dell’Empoli e dello Spezia, tutto è diventato troppo facile. L’81 per cento di possesso palla ha certificato i 36 punti di distanza che esistono tra le due squadre facendo scivolare la partita in un allenamento. E già il pareggio arrivato al 33° era un segnale di allentamento di attenzione, ma sul 4-1 sono nati tanti tentativi personali di Fabian, Zielinski, Pollitano, per lo “sfizio” di segnare un gol.
Una partita in cui finalmente Juan Jesus ha segnato, pur dopo l’ok del VAR facendo sorridere questo giocatore uscito dalla nebbia che ha saputo costruire con umiltà il suo posto in squadra. Ma dopo il primo gol, un arbitro attento avrebbe fischiato il rigore più solare ed evidente per una trattenuta di Mertens in area, invece il Napoli prosegue con una disinvoltura che lo spiazza dinnanzi all’unica azione combinata dei granata che vanno a rete con Bonazzoli in totale comodità. Poi tutto il resto -non è noia- ma una partita dominata dal Napoli che poteva arrivare ad un risultato insultante.
Piuttosto la nota dolente ( e quindi un capitolo a parte) l’ha offerta Victor Osimhen quando ha inveito nei confronti di Politano che gli aveva negato il passaggio che gli avrebbe consentito di segnare.
Un limite caratteriale di questo ragazzo che è bene capisca dove si trova e chi sia la guida tecnica di questa squadra. Ad Osimhen, qui per il secondo anno, è stato concesso il tempo per crescere; ad Osimhen sono state perdonate le imprudenze che hanno rallentato il rientro in squadra; le sue ambizioni sono state comprese; è stato abbracciato quando ha narrato della sua infanzia difficile: ora “le bischerate” come le ha definite Luciano Spalletti, devono cessare.
Anche la passione per post polemici ha suscitato un vespaio, con liti verbali che inquinano l’atmosfera , né dimentichi che la prima partita del campionato, Napoli-Venezia, con la sua espulsione, poteva inficiare il cammino del Napoli.
Victor Osimhen ha compiuto 23 anni il 29 dicembre scorso, rientrando nel mondo del calcio, a pieno titolo, nella categoria dei “grandi”: non è più un adolescente e dovrebbe capire la personalità di Luciano Spalletti che ha saputo mettere alle corde campioni del calibro di Totti e Icardi.
Anche per un giovanissimo come lui, il tempo delle bischerate è finito.