Napoli, troppe polemiche, chi e perché alimenta una tale strategia?

E’ evidente, come si fa a non capirlo, le diatribe attorno al Napoli sono strumentali anche quando nascono proprio dalla stessa città.

Sarà ripetitivo, ma quello che certamente non va è la comunicazione. Il Napoli ha di fatto un solo comunicatore: il suo tecnico. Poi saltuariamente interviene il presidente, a volte anche per rispondere al suo allenatore, come ha fatto nei giorni scorsi.

Una società al vertice del calcio italiano non può gestire la comunicazione in questo modo.

Sarri domenica pomeriggio aveva qualche ragione ma il suo modo di interloquire non è stato consono. La verità è che nella conferenza prima della trasferta di Torino il tecnico si è lasciato andare qualche parola di troppo. Sono due anni che l’allenatore del Napoli è costretto in alcune occasioni a ritornare sulle sue dichiarazioni o per precisarle o per correggerle.

Alla fine della stagione ci sarà da riflettere su cosa migliorare ed anche il tecnico dovrà comprendere che il suo ruolo è importante. E’ cresciuta la sua responsabilità, è esplosa la sua autorevolezza per i risultati raggiunti.

1441023687_881Ora Sarri dovrà modulare il suo modo di intervenire ai microfoni, accettando anche domande fuori posto o pleonastiche ed evitando che qualcuno possa strumentalizzare le sue risposte.

In questi giorni si sta assistendo ad un tutti contro tutti che non ha senso.

A che serve dire, come ha detto Pierpaolo Marino, che De Laurentiis risponde quando qualcuno gli ruba la scena? Cosa può cambiare per la storia di questo campionato dire, come ha fatto lo scrittore De Giovanni, che la Juventus ha in pratica rinnegato la sua storia perdendo a Roma?

E poi gli attacchi frontali di Chiariello a La Gazzetta dello Sport o le speranze, probabilmente mal riposte, di Liguori che pensa che nella finale di Coppa Italia la Juventus ripeterà la prestazione negativa fatta registrare con la Roma?

Questo senza contare il botta e risposta tra Del Genio e De Maggio, con il primo a fare i conti delle ingiustizie ed il secondo, con fare anglosassone, a ricordare i punti persi con le piccole?

E poi ancora Gifuni che pensa che la Juventus abbia rimesso in discussione un campionato solo perché la fredda matematica, che nel calcio conta generalmente molto poco, dice così?

La cosa importante sentita dopo Roma – Juventus è che i lavori al San Paolo, ha annunziato l’assessore Borriello, slitteranno ancora con i nuovi sediolini, ad esempio, che saranno, forse, montati a fine anno magari dopo tutte le gare del girone di Champions a cui il Napoli in ogni caso può approdare con serenità.

Il Napoli ha i punti che si è meritato, il tecnico ha fatto un buon lavoro, il presidente ha investito con saggezza il ricavato dalla vendita di Higuain e lo stadio resterà ancora quello che tutti conosciamo ma con una capienza ridotta a fronte di un tifo che pare sia cresciuto in maturità.

Tutto il resto è aria fritta. Ma anche quella fa audience e Sarri farà bene a ricordarlo.

Giovanni Gaudiano

 

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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