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Napoli-Verona pari, protagonista Marchetti

Gli azzurri rimontano di due reti il Verona dopo un brutto primo tempo, complicato dall’inspiegabile rigore concesso dal signor Marchetti
Napoli-Verona 2-2  (16′ Frese, 26′ rig. Orban; 54′ McTominay, 82′ Di Lorenzo)

Napoli (3-4-3): Milinkovic-Savic; Buongiorno, Rrahmani, Di Lorenzo; Politano, Lobotka, McTominay, Gutierrez (dal 11′ s.t. Spinazzola); Lang (dal 31′ s.t. Lucca), Elmas (dal 18′ s.t. Marianucci), Hojlund. All. Conte

Hellas Verona (3-5-2): Montipò; Nunez, Valentini, Bella-Kotchap; Frese, Bernede, Niasse (dal 42′ s.t. Serdar), Gagliardini, Bradaric (dal 32′ s.t. Nelsson); Sarr (dal 19′ s.t. Giovane), Orban (dal 42′ s.t. Mosquera). All. Zanetti

Gli azzurri frenano al primo ostacolo del tour de force che vedrà il Napoli di Conte impegnato fra campionato e Champions, nella prima partita del 2026 al Maradona. Il pareggio, insperato nel primo tempo dopo esser passati in svantaggio di due reti, va anche stretto ai Campioni d’Italia, che nel finale hanno avuto più di un’occasione per ribaltare la partita, nonostante le numerose assenze. Alquanto discutibile la prestazione arbitrale del signor Marchetti e del VAR Marini, attenti ad annullare due reti al Napoli, ma meno acuti nell’evidenziare un evidente fallo di Valentini, in occasione del tocco di braccio in area punibile di Buongiorno, come anche evidenziato da Luca Marelli.
A causa dell’assenza di Neres e delle già preesistenti defezioni, il modulo non cambia ma variano gli interpreti; spazio di nuovo a Buongiorno in difesa al posto di Juan Jesus, sulla corsia di sinistra si rivede Gutierrez, mentre davanti il tridente d’attacco è composto da Elmas- spostato a destra- Hojlund e Lang.
Il Verona di Paolo Zanetti – in ritiro dopo la cocente sconfitta casalinga con il Torino – viene al Maradona schierando un solido 5-3-2, e approfitta di un Napoli inizialmente in piena confusione; e al 16′ Niasse, dopo una grande triangolazione effettuata sulla destra a seguito di ripartenza, mette al centro per Martin Frese, il più inaspettato dei marcatori, che di tacco buca Milinkovic-Savic e porta in vantaggio gli scaligeri.
Ma è al 26′ che accade l’episodio più controverso della partita; dopo una mischia in area la palla finisce sul braccio di Buongiorno, che però era stato trattenuto fallosamente da Valentini, e ciò nonostante il VAR richiama Marchetti, che assegna il rigore trasformato da Gift Orban.
Nel finale il Napoli ha la possibilità di accorciare per il gran tocco di Hojlund per Mc Tominay  che trova sulla traiettoria Nunez ad immolarsi e negare il gol.
Il giallo rimediato da Bradaric per il fallo commesso a seguito dello scatto bruciante di Lang fa capire che la partita nel secondo tempo è cambiata; ed al 54′ McTominay di testa la riapre, a nulla servendo il tentativo di salvataggio di Valentini.
Gli azzurri cominciano a rendersi sempre più pericolosi con Hojlund e Di Lorenzo, ed ecco che Conte fa uscire Gutierrez ed Elmas per Spinazzola e Marianucci, avanzando Di Lorenzo sulla corsia di destra.
Una delle poche occasioni pericolose per il Verona è sui piedi di Bernede, che dal limite dell’area spedisce di poco alto.
Il Napoli è finalmente indemoniato, e per due volte si vede annullare il gol del pareggio, dapprima ad Hojlund al 72′ per un tocco di braccio del danese, e successivamente al 77′ a McTominay per il fuorigioco in partenza di Rrahmani.
Conte la vuole vincere, e al 76′ fa uscire Lang per Lucca; all’82’ arriva finalmente il pareggio, col filtrante dalla destra di Marianucci che serve Di Lorenzo, che con un colpo da biliardo insacca sul primo palo Montipò e trova la rete del 2-2.
Dal pareggio in poi le azioni azzurre sono confusionarie, ovviamente a causa della stanchezza mentale e fisica, e addirittura per due volte Giovane rischia di segnare il gol della beffa; il Napoli esce dalla partita del Maradona con molti rimpianti, a -4 dall’Inter alla vigilia dello scontro diretto, e con la consapevolezza di non meritare il rigore assegnatogli contro dal signor Marchetti.

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