Contropiede Azzurro

Nella bolgia dell’Unipol Domus il Napoli non riesce a imporre il suo gioco

“Non ci è riusciti di prendere la partita in mano”, sono state  le prime parole di Luciano Spalletti che spiegano il pareggio arrivato nei minuti finali e che deve essere letto come la voglia di continuare questa battaglia fino alla fine. Non è stata una bella partita perché il  Napoli, oggi come ai tempi di Mazzarri in panchina, soffre il gioco a distruggere. E il Cagliari è sceso in campo per intimorire prima ancora che giocare,  con interventi duri, con atteggiamenti provocatori, con giocatori  sull’erba moribondi .  Lo stadio, una bolgia infernale per “la partita” dell’anno contro i nemici. E il Napoli non è riuscito a prendere in mano la partita che era una battaglia con la caccia all’uomo. Si può comprendere la lotta per la salvezza ma in tal modo si finisce per oscurare i meriti di giocatori che stanno venendo fuori da un inizio di campionato disastroso.

Entrando nel merito (o demerito) della partita, per la prima volta si è sentita l’assenza di tanti titolari sì che il Napoli sembrava non avere punti di riferimento ancor più con il cambio di modulo. Passaggi al buio non riusciti, linee di passaggio non trovate e, soprattutto l’infortunio di Di Lorenzo che ha dovuto lasciare il posto ad un mediocre Malcuit alla fine anche lui uscito per un fastidio muscolare. Difficile anche la cronaca della partita senza contenuti con il Napoli andato al tiro soltanto con Di Lorenzo e Mario Rui. Al 58° il gol di Grassi per un infortunio di Ospina, peraltro miracoloso in almeno quattro occasioni, ha dato ancor più vigore al Cagliari sospinto dal pubblico che ha fatto esplodere fuochi pirotecnici per festeggiare la vittoria. Che non è arrivata per il gol di “stizza” di Osimhen che di testa insacca su un cross vincente di Mario Rui.

Si torna a casa senza poter neanche  analizzare questo risultato con l’unica speranza di poter recuperare almeno al 50 per cento Politano e Insigne. Martedì e mercoledì per ragionare, poi c’è il Barça per sognare.