Nell’anno del primo scudetto bianconero Conte dimostrò che i “numeri” si possono battere

Facendo un confronto tra i due club che sabato prossimo si affronteranno nella “partitissima” per la corsa al titolo di Campione d’Italia, si evincono alcuni interessanti spunti di riflessione. Tranne che per l’età media della rosa e il numero di stranieri, la Juve è superiore al Napoli in ogni altra voce, soprattutto in quelle di carattere economico.

Il presidente De Laurentiis con Maurizio Sarri.
Il presidente De Laurentiis con Maurizio Sarri.

Quando Sarri parla di potenza economica della Juventus dice una verità: il club torinese, dati alla mano, è la società più ricca della serie A. Le ripetute esternazioni del tecnico azzurro a tal proposito sono confermate impietosamente dai numeri riportati da www.panorama.it: al netto delle plusvalenze (fonte la classifica Deloitte 2016) la Juventus fattura 329,9 milioni di euro contro i 125,2 del Napoli.

Se in campionato la squadra di Sarri sta incantando tutti i tifosi italiani con il suo gioco spettacolare, da un punto di vista prettamente economico le cose non vanno altrettanto bene. Il club del Presidente De Laurentiis, infatti, a causa della doppia mancata qualificazione alla Champions League è precipitata in un anno dalla 19° alla 30° posizione nel ranking economico europeo, mentre quello di Agnelli si trova nella Top10 alle spalle delle grandissime d’Europa.

Sempre secondo quanto riportato da www.panorama.it, la Juventus domina grazie al boom di ricavi derivati dall’ultima Champions League (oltre 90 milioni di euro) combinati ai diritti tv interni. Insieme le due voci “televisive” pesano per 194 dei 324 milioni di euro dichiarati nel bilancio 2014-2015 che ha rappresentano il record storico per la società di Andrea Agnelli che, plusvalenze comprese, ha sfiorato i 350 milioni. Margini di crescita ci sono perché l’areacommerciale è ferma a 53,7 milioni che rappresenta una goccia rispetto ai risultati dei top club europei. Il Napoli, invece, ha chiuso in passivo per la prima volta dopo otto stagioni (-16,6) penalizzato dall’assenza dalla Champions e dalla fine dell’età dell’oro delle plusvalenze tra le quali spiccano i 67 milioni di Cavani al Psg. Il vero buco nero per De Laurentiis, però, è il San Paolo che garantisce la miseria di 14 milioni contro i 51 dello Juventus Stadium, mentre a livello commerciale la differenza di appeal è fotografata dai 28 milioni incassati dal Napoli.

CONTE
L’ex allenatore della Juventus Antonio Conte

Ma se è vero che i dati fin qui riportati sembrerebbero condannare il Napoli, non per questo gli azzurri partono battuti. A scendere in campo non sono i numeri bensì i calciatori. E quando questi hanno le motivazioni giuste e la convinzione nei propri mezzi, possono ribaltare qualsiasi pronostico. Ad avvalorare questa tesi c’è un recente precedente che dimostra che non sempre le squadre più ricche vincono. Era la stagione del primo scudetto bianconero dell’era Conte e sia il Milan (253 mln) sia l’Inter (211 mln) avevano ricavi nettamente superiori a quello della Juventus (153 mln). Nessuno avrebbe scommesso un euro sulla vittoria finale dei ragazzi allenati dall’attuale tecnico della nazionale, eppure non solo riuscirono nell’impresa di vincere il titolo, ma gettarono le basi per la costruzione di quella che oggi viene definita la “corazzata” della serie A.

Beatrice Rey

BEATRICE REY
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