No, gli Azzurri non s’inginocchiano
Il caso di George Floyd, l’afroamericano disarmato ucciso dalla Polizia a Minneapolis: da quell’infamia è iniziata la protesta che nel mondo significa un no ai soprusi, al razzismo, al rispetto che non c’è. Colin Kaepernick si inginocchiò prima dell’inno americano, invece che rimanere in piedi lasciando a tutti la possibilità di urlare in silenzio. A Euro 2020 in tanti hanno urlato ma questa sera l’Italia resterà in piedi. Contro il Galles solo in cinque – Toloi, Pessina, Emerson, Bernardeschi e Belotti accettarono di manifestare col gesto simbolico, ma questa sera tutti resteranno in piedi.
“Non serve a niente”, “Non cambia niente”, così da evitare di esprimere con un gesto la condanna che può risultare rischiosa. Che cosa pensano i giocatori? Che cosa avrebbero fatto liberamente? Anche la stampa ha cercato una risposta dal CT Mancini che sull’opportunità di inginocchiarsi ha risposto: «Io sono qui per giocare la partita, per me la cosa più importante è la libertà. Sempre». Una “non” risposta da comprendere perché le direttive avevano consigliato una posizione centrale. Come sempre.




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