Noa Lang, oggi al Galatasaray, in vena di polemica, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di De Voetbalkantine su ESPN: “Non sono uno che vuole andarsene già dopo sei mesi. Nove persone su dieci all’interno del club non volevano nemmeno che me ne andassi. Mi trovavo bene nel gruppo e mi allenavo duramente ogni giorno. Nei minuti che ho giocato si è parlato male di me nei media, ma io non ero d’accordo. Giocavo bene per lo stile di gioco che adottavamo, il mio rendimento doveva però aumentare. Non è scattata la scintilla con Antonio Conte. Devi anche essere trattato onestamente e non avevo affatto quella sensazione. All’inizio sentivo di voler lottare per il mio posto al Napoli, ma c’è anche un Mondiale in arrivo in estate, quindi la mia scelta ha a che fare anche con quello. Sono un ragazzo che ha bisogno di apprezzamento e lo so di me stesso. Se poi non lo ricevi affatto da una determinata persona… Come posso dirlo in modo normale… non è andata bene con l’allenatore, lasciamo perdere. So che in Olanda spesso pensate che sia colpa mia, ma un giorno si saprà tutto”.
Era già noto che Noa Lang avesse un caratterino da prendere con le pinze, tanto che anche durante la sua permanenza al PSV entrò in polemica con i tifosi invitandoli al silenzio. Pare che il soprannome “il problema” gli calzasse a pennello ed ora al Galatasaray potrà esprimere in piena libertà il suo genio incompreso.