Non esiste alcun caso Insigne, ma si sa che quel Napoli una spanna sulle altre un minimo di fastidioso prurito lo provoca. Tanto da non risultare, nonostante tutto, ancora degna di fiducia: basta ascoltare i rotocalchi sportivi. Le milanesi sono le favorite, si dice. Tornerà la Juventus, si obietta. Fatto sta che il Napoli se la gioca, di volta in volta, con calma e senza strafare, sotto la guida di mister Spalletti che, come un direttore d’orchestra, in azzurro finora non ha sbagliato nulla, o quasi. Né in campo né fuori.
Udite udite, il capitano, dunque, nel pieno della foga agonistica non ha scambiato il “cinque” con il suo tecnico prima di andare in panchina perché avrebbe voluto giocare ancora. I ricami che ne sono seguiti ,però, sono sembrati esagerati. C’è chi rispolvera addirittura le difficoltà del tecnico toscano con Totti e Icardi profetizzando: “Insigne che esce dal campo infastidito da Spalletti. Film già visto. E da gennaio in poi il crollo della squadra come accade sempre a questo allenatore”. E allora Grattatio pallorum omnia mala fugat, dicevano i Latini.
La questione, nella realtà, è molto più banale: stando a quanto riportato da DAZN, Spalletti si sarebbe avvicinato per provare a spiegargli: “Avevamo bisogno in difesa” ha dichiarato il tecnico, con Insigne che in risposta gli avrebbe semplicemente obiettato le sue buone condizioni di forma: “Ne avevo ancora mister, ne avevo ancora“. Nel corso della conferenza stampa del post Fiorentina-Napoli, il tecnico azzurro alla domanda “La reazione di Insigne l’ha sorpresa?” ha risposto serenamente con un: “No, Lorenzo mi ha detto che ne aveva ancora ed io ne terrò presente, la prossima volta lo faccio giocare di più“.