Nell’intervista concessa al Mattino, Ottavio Bianchi centra il problema atavico del Napoli che Spalletti sembra aver superato: “«Spalletti ha consegnato una dote: il senso del risultato. Che è tipico delle squadre che hanno fatto epoca. Quando giochi bene e dai spettacolo, tutto è facile, ma è quando ci sono momenti di difficoltà che si vede l’impalcatura del gruppo. Saper gestire gli attimi di affanni, sono quelli che fanno fare il grande salto». E chiarisce :”Prima contava solo battere la Juventus o l’Inter o il Milan perché era una vittoria sociale, era un momento di rivalsa anche psicologica della città verso il Nord. E fu quella la mia battaglia più grossa: far capire che i due punti con l’Ascoli o con il Brescia avevano lo stesso peso di quelli con i bianconeri. Ora è cambiato tutto: la mentalità è già vincente perché la società occupa il posto che merita nel calcio da 10 anni. Per merito di De Laurentiis. E Spalletti ha già una squadra con la testa giusta. Da tempo».
Quasi un invito a non sottovalutare Salernitana-Napoli come accadeva nelle ére passate quando battere la Juve era lo sfizio dell’anno. La palla passa ora alla Salernitana che vuol togliersi lo sfizio ma Spalletti è vigile. Se così non fosse, alla prima di campionato, contro un Venezia pimpante fresco di promozione, il Napoli in 10 contro 11 per buona parte della gara, avrebbe perso. Né oggi si potrebbe restare incantati di fronte alla classifica 2021-22 perché perdere la prima in casa contro una novellina, qualche strascico lo avrebbe lasciato.
Così anche l’infortunio di Osimhen non va vissuto come un dramma perché Spalletti ha costruito più Napoli e Mertens non è una riserva ma un titolare che proporrà un altro gioco diverso da quello di Osimhen. E se Mertens non avesse i 90 minuti nelle gambe, entrerebbe Petagna che propone un gioco diverso da quello di Osi e di Mertens. La coperta non è corta e tra qualche ora si conosceranno le scelte di Spalletti che manda in campo una squadra che ha due giorni in meno di riposo e che giovedì giocherà contro il Legia Varsavia molto probabilmente senza Osi.