‘O PIPITA SE N’È GHIUTO … VIENTO MPOPPA

Diciamocela tutta: Higuain se n’è andato: viento mpoppa, vento in poppa, e stoppa nculo, come si dice tra i marinai. A nemico (perché adesso è “nemico” e che nemico) che parte, ponti d’oro. Ciò detto va anche, e principalmente, sottolineato che: i soldi, i 94 milioni di euro e passa, si, quelli, che sono pure nu cuofano, se li prende il Calcio Napoli. E il presidente. Dunque, al Pipita vanno solo (e non sono pochi) i soldarelli dell’ingaggio annuale. Se qualcuno voleva che restasse a Napoli, poteva fargli le stesse proposte. Se qualcuno voleva che restasse a Napoli e nel Napoli, si sarebbe opposto all’offerta della Juve. Se qualcuno voleva che restasse a Napoli, avrebbe dovuto costruire una squadra capace di lottare al meglio per vincere qualche cosa. Anche una coppetta qualsiasi. Magari quella del “nonno” al doppio, triplo, gusto. Invece questo non è successo. Non succede. E forse mai succederà. Noi non crediamo che un giocatore, per quanto possa essere fedele a una maglia, se intravede la possibilità di guadagno e di fare maggior bella figura rimanga per tutta la sua vita calcistica a veleggiare sotto costa: leggi: in una squadretta che si batte per un posto dal terzo in giù, come il Napoli degli ultimi anni ad esempio, nonostante le speranze e la buona volontà di chi gioca o allena. E anche dei tifosi che fanno sacrifici per la squadra e si avvelenano l’anima . E allora? Di che cosa stiamo parlando? Voi non avreste fatto lo stesso, mie cari contifosi di questa squadra che ci da tuosseco amaro a vagoni, e miele doce a gocce? Non succede che non succede, ma mettiamo, putacaso, che se ne viene il Washington Post o la Bild Zeitung che chiedono al vostro modestissimo e umilissimo cronista di cambiare giornale e passare a scrivere con loro… con uno stipendio che … levati … il cronista che fa? Rifiuta? Allora bisognerà riaprire il “Frullone”, ‘o manicomio. Questo vale anche e principalmente nel pallone. Tranquilli. Per uno che se ne va, con quei soldi ne arrivano due o tre, speriamo, buoni. È necessario fare una squadra che sia tale nel nome e nei fatti. S’ha dà mettere mana â sacca. Se si vuole solo guadagnare allora… il giocatore dice: quanto tempo ancora posso giocare a questi livelli? Un anno? Due? Tre? Allora mettiamo il grano nel sacco. E poi va considerato che c’è pure la possibilità di un infortunio… e chi se lo piglia più uno che si è azzoppato. Dunque… nessun core ngrato. Ha fatto quello che un altro, anche io (che sono l’ultimo dei ciucci in tutti i campi) o voi, avreste fatto. Insomma se c’è il proverbio napoletano che dice: nfacci’’o nteresse frate e ssore so’ pariente allasco … figuriamoci un calciatore con la squadra. Di “tradimenti” in quest’ambiente ve ne sono stati e ve ne saranno: Baggio, Altafini, Figo, Serena… pensate al presidente: se gli arrivasse un’offerta di un magnate, mettiamo, coreano o russo, per milioni di euro … quello non si venderebbe pure le scarpette dei giocatori? Higuain se n’è andato. ‘a maronna l’accumpagna. Punto. Evviva chi verrà!
Carlo Avvisati

Carlo Avvisati
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Giornalista

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