Okey, la scelta è giusta, con Gravina si guarda al futuro

“I club non sono più Club ma società a scopo di lucro. Dobbiamo spingere sull’acceleratore anche per decidere come giocare a calcio”.   Così, a tutto campo, Aurelio De Laurentiis in occasione dell’elezione di Gabriele Gravina come nuovo presidente della FIGC : “La scelta è giusta, con Gravina ci siamo confrontati a lungo. E’ una persona che non guarda al passato, ma al futuro: ci siamo subito intesi, capiti. Ha presentato un piano molto completo e complesso e noi come Lega abbiamo presentato un piano di quattro cartelle e mezza, più breve ma molto denso sui cambiamenti di cui necessitiamo. Lui ha un mandato di 2 anni, ma se farà bene avrà un altro quadriennio per modificare ampiamente questo modello del calcio. Qui nessuno si rende conto di una cosa: noi eravamo prigionieri di FIFA e UEFA, poi qualche anno fa è nata l’ECA e con questa Associazione abbiamo fatto passi avanti perché abbiamo chiesto delle cose che ci sono state parzialmente date. E’ chiaro, però, che il boccino del calcio deve tornare di nuovo in mano ai club. Se è vero, come si è detto anche oggi, che il calcio è una industria, come ha sottolineato anche Micciché, dobbiamo andare avanti in questa direzione.

Da sempre un rivoluzionario, il presidente del Napoli propone una nuova cultura in questa industria-calcio chiusa che non sa guardare avanti e, nella lunga intervista, ha affrontato diversi temi, convinto che con Gravina “si possa rimediare a tutte le cose più importanti che mancano, facendo modifiche sostanziali”.  Ha poi affrontato il tema della legge sugli stadi ribadendo il ritardo nelle infrastrutture: «Noi in Italia siamo molto indietro. Sento sempre parlare di stadi giganteschi, che servono solo per grandi speculazioni immobiliari, ma non vanno bene per il calcio: uno stadio deve aumentare la fatturabilità di un club”.
Affrontando il rapporto con Ancelotti, De Laurentiis ha poi chiarito: “ Io l’ho voluto in maniera assoluta. Qualcuno aveva male interpretato il suo arrivo, ho sentito dire delle frasi un po’ scontate e anche maleducate, di un Ancelotti arrivato a Napoli per la pensione, ma lui è un grande. Tra di noi c’è subito stata simpatia, chiarezza. Ci abbiamo messo cinque minuti per fare un contratto sul quale non ci sono mai stati dubbi, né da una parte né dall’altra. Io gli avevo dato 9-10 partite per ambientarsi, ma mi sembra ne abbia sbagliate meno di quante io gliene avessi concesse. Sta esprimendo il calcio secondo la sua coscienza e conoscenza».

E rispetto a Sarri? “Il calcio inglese è completamente diverso dal nostro, ci sono prezzi completamente fuori portata. Sarri non lo guardo, è un grande allenatore e gli auguro di fare la sua strada col Chelsea. Ha dato quel che poteva a Napoli, ma nella vita c’è chi gioca per sé stesso e chi per la funzione per la quale è stato ingaggiato. Con questo credo di aver detto tutto”.

Infine De Laurentiis, dopo aver dribblato la domanda sul possibile scudetto e il prossimo recupero degli infortunati, è tornato a parlare dello stadio: “Per quanto riguarda il San Paolo, ci metteremo ancora ad un tavolo. Qualcuno, però, ha pretese non conformi all’impianto di cui parliamo. Se io butto dei soldi per lo Stadio poi devo privarmi di qualche altra cosa. Per gli ultimi due anni mi hanno chiesto un milione e 900mila euro l’anno, quando il Coni, due anni fa, riteneva giusta una richiesta di 550mila euro. Il rapporto con i tifosi? Voi confondete alcune frange di tifosi con l’umore collettivo della città. Io adoro Napoli, da sempre.”

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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