L’ONDA DELLA PROTESTA

La stampa del Nord, analizza la crisi del Napoli, parlando di disfatta e accusa Benitez di scelte sbagliate. Il verdetto, alla terza di campionato, è stato già stato decretato. Contro l’Udinese il tecnico spagnolo ha adottato uno scellerato turnover che si è rivelato fallimentare, ed ora non si può più sbagliare. Da più parti si fa il nome di Roberto Mancini, già pronto con la valigia, destinazione Napoli, dopo l’esperienza non esaltante al Galatasaray: di lui si conosce il modulo (4-2-3-1), si sa che guadagna poco più di Benitez e quindi i contatti dovrebbero essere tenuti in caldo, se non per ora, per giugno. Si crea ancora un clima d’attesa iniziato il primo giorno successivo alla conclusione del campionato. Si deve comprare, si deve vincere, il Presidente deve cacciare i soldi, e tutto ciò, dopo tre campionati esaltanti proiettati verso traguardi europei. Belle ed emozionanti partite, gol da cineteca. Campioni del Napoli chiamati in nazionali di tutto il mondo. Non basta! Tra esaltazione e depressione senza un attimo di riflessione si sono schierati in partiti contrapposti dove tutti lanciano veleno al punto da dire che Benitez sbaglia per andare via, oppure che si gioca contro il tecnico. Fantacalcio? E cui prodest? In conferenza stampa il mister, che potrà commettere mille errori tecnici, ma non dialettici, ha messo in difficoltà i giornalisti che lo accusavano del turnover. E lui, con un’ironia multietnica, ha detto: “Chiedo io a voi che cos’è il turnover? Quanti sostituti fanno il turnover? 1? 2? 3? 4? E se servono 5?” E ha continuato “Con partite che si giocano ogni tre giorni occorre valutare la condizione fisica rispetto alla perdita di intensità. Domenica Hamsik era affaticato; Inler influenzato: è turnover o sostituzione? Se vinciamo è perfetto. Se perdiamo è sbagliato”. Una logica perfetta che i tifosi non vogliono accettare e analizzare. Seguire l’onda della protesta è più comodo. Non si esce dal coro.

Diana Miraglia

Diana Miraglia
Informazioni su Diana Miraglia 2002 Articoli
Giornalista

1 Commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*