Ora la trasferta è vietata solo ai residenti in Campania: come distrarre la tifoseria da problemi più seri

Aveva suscitato corale indignazione il comunicato che vietata l’accesso allo stadio a tutti i “nati” in Campania. Sarebbe stato oltremodo romantico pensare che il primo a rispondere al comunicato fosse stato il tecnico della Juventus che avrebbe dovuto comunicare l’impossibilità a guidare la squadra perché nato in provincia di Napoli. Piuttosto è stato il Questore di Torino, Roberto De Matteis a rilasciare una dichiarazione a “La Repubblica: “Una misura dubbia e discriminatoria che potrebbe avere un valore razzista. Noi non parliamo con le società per email o telefonate ma negli organi preposti che sono Gruppo operativo per la sicurezza e l’Osservatorio per le manifestazioni sportive, che su quella partita non si sono ancora espresse e comunque non avrebbero mai avallato un comportamento di quel tipo”.
Ma un duro attacco è venuto anche dalla prima firma de Il Giornale, Tony Damascelli da sempre vicino al club bianconero che ha definito il comunicato “goffo e razzista” ma anche miserabile e figlio di una arroganza e di una ignoranza dinanzi alle quali non c’è alibi, non c’è soluzione: il misfatto è compiuto, qualunque smacchiatore non potrà cancellare questo oltraggio all’intelligenza e all’educazione”.
E la prima firma de “Il Giornale” era intervenuto a Radio Sportiva anche nell’immediatezza del licenziamento di Massimiliano Allegri, definendo i tifosi della Juve i peggiori d’Italia: “Sono stati strani i tempi dell’addio ad Allegri, alla vigilia della partita della festa, ma almeno gli hanno evitato i fischi di quello che è il peggior tifo in Italia. Il pubblico juventino è molto superbo, a volte anche arrogante, irriconoscente, e quindi avrebbe ricoperto di insulti Allegri”.
E’ una legge della natura il momento della decadenza ma la Juventus potrebbe evitare un brusco declino evitando figuracce simili in un momento particolarmente delicato.

1) Da pochi giorni, un’altra sentenza ha leso una punta dell’arroganza bianconera negando il diritto allo scudetto del 2006 assegnato all’Inter: “la Corte federale d’Appello della Federcalcio si è espressa respingendo il reclamo della Juventus contro “la reiezione dell’istanza di sospensione e la declaratoria dell’inammissibilità” pronunciate lo scorso luglio dal Tribunale Federale Nazionale.”
2)  Da pochi giorni è fallita la trattativa per Lukaku : che fosse un’azione di disturbo o un tentativo non andato in porto, poco conta. Paratici si ritrova inoltre con il “caso” Dybala, che resta un rimpiazzo bianconero di difficile gestione; come pure Gonzalo Higuain per il quale si tenta in ogni modo che accetti la destinazione Roma; e Mario Mandzukic che potrebbe tornare al Bayern Monaco solo con la formula del prestito.
3) Non sono pochi i problemi della Juventus che – secondo Dagospia – avrebbe 500 milioni di debiti dopo l’esborso per Cristiano Ronaldo per un’operazione da un impatto totale di 339 milioni tra costo del cartellino e contratto quadriennale; e la questione avrebbe portato ad un inasprimento dei rapporti tra Elkann e Agnelli. John Elkann, presidente di Exor che detiene il 63,77% delle quote societarie dei bianconeri, non sarebbe più intenzionato a mettere mano al portafoglio per ripianare, nei limiti consentiti dal Fair Play Finanziario, i debiti della Juventus.; e Andrea Agnelli, presidente dei bianconeri, si vede costretto a cercare capitali freschi in Qatar.
4) Infine il problema ndrangheta: appena tre mesi fa si è concluso il processo nato da un’inchiesta della Procura antimafia di Torino denominata “Alto Piemonte”, che ha certificato, tra l’altro, l’infiltrazione della ‘ndrangheta nella curva sud della Juventus e il monopolio del bagarinaggio. La Cassazione ha certificato come i clan di Rosarno Pesce e Bellocco avessero il monopolio delle vendita illegale dei biglietti nella curva dello stadio di Torino.

Ed ora la società butta un sasso in uno stagno per distogliere l’attenzione?

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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Giornalista

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