Ora Ventura faccia le sue scelte

231901438-5644af10-089c-4cbe-ba52-20546cddb55cIl pericolo che la nazionale italiana non fosse pronta, in questa fase di avvio delle qualificazioni ai mondiali del 2018, c’era e si è manifestato in pratica sin dalla partita amichevole con la Francia.

Cosa avrebbe dovuto fare il nuovo ct: cambiare subito tutto secondo il suo credo calcistico o proseguire il lavoro lasciato dal predecessore, tanto acclamato solo a giugno scorso agli Europei?

Non era una scelta semplice. Ventura è partito da quella esperienza per due buoni motivi: c’era poco tempo a disposizione e l’impossibilità di effettuare dei veri e propri esperimenti; era anche meno rischioso e più comprensibile non stravolgere alcuni equilibri, che si erano creati e che avevano consentito agli azzurri di evitare mortificazioni o batoste alla manifestazione francese.

In quest’ottica si è mosso Ventura sino al vantaggio della Spagna, propiziato da un clamoroso errore di Buffon proprio nel suo stadio.

A quel punto era necessario rischiare, ed il ct ha rischiato. Dentro Belotti ed Immobile alla ricerca del risultato che tenesse a galla la nazionale.

La reazione c’è stata. La partita non è stata persa e la possibilità che si possa ripartire dal confronto con la Spagna per costruire una nuova nazionale si è evidenziata in uno scorcio, comunque importante, di gara.

Gli iberici d’altronde sono abili palleggiatori, non particolarmente incisivi in attacco e sono alle prese anche loro con un ricambio generazionale che non sarà semplice.

Detto questo va comunque considerato che un primo tempo, così brutto, come quello visto contro la Spagna non si ricordava da tempo.

La prestazione dell’undici iniziale, per quanto vada modificato, trasformato, rinnovato è stata talmente sottotono da non poter essere giustificata.

Si era già detto che il lavoro di Ventura sarebbe stato complicato e si era già detto che forse avrebbe fatto meglio a partire subito con qualche innovazione. Ora, dopo Torino, il ct sa che non potrà più ricorrere a quella nazionale, abbastanza incolore e tutta basata sull’agonismo e la determinazione, allestita da Conte.

E’ evidente che resta il problema di far risultato ma è altrettanto evidente che quella squadra non può dargli garanzie e quindi vanno ricercati quei correttivi che consentano ai giocatori mandati in campo di esprimere un gioco alla ricerca di una quadratura e di una raccolta di punti tale da poter evitare scivoloni o il ricorso agli spareggi per staccare il biglietto verso Russia 2018. 

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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