Pagelle (semiserie) di fine stagione – Difesa

Pepe Reina: Per adattarsi al clima del Nord, che lo attende dal prossimo anno, disputa l’intera stagione con una divisa verde da militante della Lega. Si dimostra però ancora una volta napoletano nato in Spagna per puro caso, difendendo la porta azzurra come una guardia giurata difende l’entrata di una banca e guidando la difesa come se ne avesse il Joystick tra le mani. Risponde alle parole di critica con i fatti, e non come altri portieri più blasonati, che viceversa rispondono ai fatti solo con tante parole. Ha un carisma tale che non è lui a somigliare a Vin Diesel, ma Vin Diesel a somigliare a Pepe. Leader. Voto 7,5

 

Luigi Sepe: Una sola presenza in campionato, ma zero gol subiti. Come sostenere un solo esame all’Università, ma superarlo con 30 e lode. A proposito di Università, comunque, avere napoletani in squadra è sempre bello come avere i propri amici più cari alla propria seduta di laurea. Presente. Voto 6

 

Elseid Hysaj: Maturato ormai completamente, come dimostra l’aspetto in base al quale gli si darebbero circa sessantadue anni d’età con la barba, quarantacinque senza, il terzino destro del Napoli ha percorso la sua fascia di competenza avanti e indietro così tante volte come fosse Gregorio Paltrinieri in vasca alle prese con la gara Olimpica dei 1500 metri. Soldatino. Voto 7

 

Raul Albiol: E’ come il sale nelle pietanze quando si mangia: rispetto agli altri ingredienti a prima vista lo si nota meno, ma se manca l’intero sapore ne risente in negativo. Comandante silenzioso della difesa, da lui guidata come un giocatore di Risiko guida i suoi carrarmati alla conquista della Kamchatka, affianca Koulibaly come un sapiente maestro affianca il suo giovane discepolo nell’addestramento. Generale. Voto 8

 

Kalidou Koulibaly: Sono più le possibilità che Renzi dica qualcosa di sinistra piuttosto che qualcuno possa superare Kalidou nell’uno contro uno. Di uno strapotere fisico disarmante, come uno dei Gargoyle che nel cartone animato degli anni ’90 prendevano vita direttamente dalla pietra, si trasforma spesso e volentieri anche in goleador, staccando nell’area avversaria come fosse Shaquille O’Neall tra gli abitanti di Lilliput. Nella notte di Torino, poi, salta così in alto da arrivare in cielo, dare la buonasera a San Pietro e al Padreterno, e poi segnare un gol che fa perdere a Salvini il 99,9% dei consensi che con tanta fatica aveva ottenuto al Sud. Viva viva o’Senegal. Voto 8,5

 

Faouzi Ghoulam: Per due mesi Faouzi, che nel giro di due anni è passato dall’essere il Savini del Maghreb al Roberto Carlos d’Algeria, corre sulla fascia sinistra con una velocità che nemmeno la Yamaha di Valentino ai tempi d’oro, regalando contro la S.P.A.L. un gol al termine di uno slalom che neanche Tomba alle Olimpiadi invernali. Poi si fa male, prova a recuperare con la stessa velocità con cui il mio amico Mario è in grado di aggiustarmi il telefono (vi assicuro che è un mago), ma la sfortuna gli si accanisce contro. Il terzino, però, non si abbatte, e lotta come un leone nell’arena per tornare ancora più forte di prima, mandando affanGhoul…am malasorte e destino avverso. Specialista. Voto 8

 

Christian Maggio: Come il vino buono, Christian più invecchia e più riesce a migliorarsi. Non sono più i tempi di Mazzarriana memoria in cui sulla corsia destra correva al punto da essere fonte di ispirazione per Usain Bolt nella gara dei 400 metri, è vero, ma il numero 11 partenopeo nella fase difensiva fa passi da gigante come quelli con cui Pollicino fuggì dall’Orco indossando gli stivali delle Sette Leghe. Per l’applicazione e l’abnegazione messa in ogni singolo allenamento, c’è davvero da pensare che fosse rimasto un’altra stagione avrebbe imparato anche a crossare come Dani Alves. Poi l’addio, immeritatamente dalla panchina, ed io che mi emoziono, anzi, che m(‘)aggio emozionato assai. Professionista. Voto 6,5

 

Mario Rui: Quando vede “Roma” va in crisi come nemmeno gli elefanti di Annibale 2200 anni fa; per il resto, a discapito di una fiducia iniziale limitata e di un’altezza che rispetto a Insigne e Mertens lo fa sembrare come Cucciolo al fianco di Pisolo e Mammolo, gioca un’annata più che sufficiente. Non è Ghoulam, ma nemmeno Reveillere, e quando ci mette tutta la grinta che puo’ il baffetto da protagonista di Gomorra puo’ accompagnare solo. Voto 6,5

 

Nikola Maksimovic: Osservando le poche apparizioni nella prima metà di stagione, il sospetto che da un momento all’altro il buon Nikola si tolga la maschera ed a tutti noi si riveli essere null’altro che Miguel Angel Britos rimane fortissimo. Non a caso, d’altro canto, a gennaio la società sceglie per temprarlo e migliorarlo nella tecnica e nello spirito la via temporanea del Gulag e della Siberia. Esiliato. Voto 5,5

 

Vlad Chiriches: Le doti tecniche del rumeno sono direttamente proporzionali ai capelli che giorno dopo giorno abbandonano il suo capo, rendendolo sempre più Vlad Chieriches. I rischi che prende, poi, sono in proporzione diretta con le “maremme” che Sarri gli tira per l’occasione dalla panchina. Conclude anzi tempo la stagione per un intervento alla spalla, ma non c’è dubbio che tornerà più forte di prima, perché lui è il Conte Vlad e, come si sa, i Conti tornano sempre. Elegante. Voto 6+

 

Lorenzo Tonelli: Rientra in campo a più di dodici mesi di distanza contro la Lazio di Immobile, ed è subito reattivo come Capitan America quando, nel secondo film della saga, si risveglia dal coma dopo quasi settant’anni di attesa. Data la potenza dei suoi colpi di testa, potrebbe essere ingaggiato per la prossima edizione dell’Isola dei Famosi, dove riuscirebbe tranquillamentead aprire i cocchi a craniate. Sempre pronto quando serve come i vecchi Nokia che, in caso di necessità, possono restare spenti anche per decenni ma funzionano sempre una bomba. Combattente. Voto 6,5

 

Bruno Marchionibus

 

 

Bruno Marchionibus
Informazioni su Bruno Marchionibus 979 Articoli
Giornalista

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*