Napoli-Cagliari 1-1 (13′ Osimhen; 93′ Nandez)
Poco da dire su questa partita: è stato un gran peccato. Con l’Atalanta che pareggia a Sassuolo e la Juventus che difficilmente non farà punti contro l’Udinese la partita di stasera era fondamentale per continuare la corsa Champions. E Osimhen- servito splendidamente da Insigne- sembrava aver indirizzato la partita con un gran gol. Va dato merito comunque al Cagliari- che ha avuto due grandi occasioni nel primo tempo- ma grande demerito agli azzurri che hanno sbagliato più occasioni per raddoppiare. Nel secondo tempo Osimhen batte in velocità Godin e infila Cragno con un bel cucchiaio, per Fabbri però c’è il fallo per un lievissimo contatto con la mano; al VAR c’è Mazzoleni, nient’altro da aggiungere. Un episodio così sospetto- in una settimana in cui l’intera AIA è stata travolta dall’ennesimo scandalo- ha destabilizzato la serenità dei giocatori, primo tra tutti Insigne, poco lucido per tutto il resto della partita; Gattuso non è stato bravo a placare gli animi, e forse lo stesso Lorenzo andava sostituito. Nel finale gli uomini di Gattuso hanno il fiatone e hanno terminato le energie nervose, Koulibaly addirittura rimane in campo con i crampi; Nandez trova un gol casuale che permette al Cagliari di tornare in Sardegna con un pareggio, per il Napoli resta il rammarico dell’ennesima occasione persa. E forse, ancora una volta, non solo per colpa degli azzurri.
Gattuso sceglie Lozano titolare a destra, con Osimhen confermato centravanti dopo la buona prestazione a Torino L’approccio alla partita del Napoli è giusto. e dopo 13’ Cragno è costretto a capitolare sulla prima verticalizzazione degli azzurri. È Demme, fra i più reattivi, a recuperare palla nella trequarti avversaria e a servire subito Insigne che confeziona un assist per Osimhen che controlla e segna il suo ottavo gol in campionato, terzo consecutivo. Non è così immediata la reazione del Cagliari. Ci vuole un quarto d’ora abbondante, ci vuole soprattutto una pausa nell’intensità del Napoli. Il dinamismo di Duncan nel centrocampo sardo passa inosservato agli occhi degli avversari, che si lasciano rassicurare invece dalle iniziative mai totalmente lucide di Nainggolan. C’è poi molta casualità nella prima occasione che capita agli ospiti, perché un colpo di testa scoordinato di Pavoletti diventa assist volontario per Zappa, che mastica un sinistro ma va a colpire il palo. Uno squillo isolato, non il colpo di acceleratore che può cambiare l’inerzia della partita. Sicuramente un alert per il Napoli, che riprende possesso delle operazioni e per un palmo non raddoppia, colpo di testa di Lozano su cross di Osimhen, fuori di poco.
Gli uomini di Gattuso sono delle furie, sfiorano il gol con Osimhen di testa su assist volante di Koulibaly, poi con un destro di Zielinski che sorprende la difesa e costringe Cragno a una grande parata, poi ancora con una traversa di Demme da lontano. In questi dieci minuti di fuoco ci sarebbe anche il gol del raddoppio segnato da Osimhen, gol che l’arbitro Fabbri annulla per una leggerissima spinta del nigeriano ai danni di Godin: molti sono i dubbi, soprattutto sull’intensità dell’appoggio, che anche al replay sembra davvero irrisorio.Il Napoli continua ad essere bello da vedere ma èpoco concreto sotto porta, come nel triangolo Zielinski-Insigne col capitano che tira morbido centrale; proprio Insigne ha preso male la decisione di Fabbri di non assegnare il gol, e le sue giocate non sono più lucide.I sardi resistono e restano in partita. Semplici capisce che è il momento di osare e inserisce Simeone e Cerri per dare manforte a Pavoletti; dopo uno scontro di gioco con Ceppitelli il Napoli deve sostituire Osimhen (taglio alla testa) e con Mertens la squadra perde profondità. In un mischione Pavoletti di piede trova la deviazione decisiva ma non ha fatto i conti con Meret che sfodera una grandissima parata. Sul traversone dalla trequarti di Asamoah Nandez è abile in scivolata a trovare il pari, che per il Napoli sa di beffa.