Contropiede Azzurro

Rosario Pastore: “Va be’, tiremm innanz”

Su Facebook si può leggere il post di una grande firma qual è quella di Rosario Pastore che ha stigmatizzato l’episodio accaduto allo Stadio Zini:

Guarda un po’: il petardo che ha colpito il portiere Audero allo stadio Zini, durante Cremonese-Inter, è partito dal settore ospiti, quello riservato ai tifosi nerazzurri. E io mi pongo una domanda: quante inchieste giornalistiche, quanti titoloni a 9 colonne sulle prime pagine dei quotidiani sportivi, quanti processi si sarebbero aperti se una cosa del genere fosse accaduta al Maradona? Per carità, so benissimo che non possiamo vestirci da maestri e che quanto è accaduto a qualche malcapitato sostenitore del Chelsea mercoledì scorso e, prima. gli scontri violenti con i laziali sull’autostrada, non depongono a nostro favore. Penso solo che, chissà come e perché, ancora non ho sentito, da parte del Ministero degli Interni, alcuna condanna nei confronti dei tifosi interisti, con la proibizione di non seguire più la squadra del cuore, condanna che era stata immediatamente comminata ai napoletani. Aspetto con curiosità di conoscere domani la sentenza del giudice sportivo. Ma ormai tutto pare scontato, come un destino che non si può cambiare. Come, ad esempio, la cervellotica decisione di far giocare il Napoli contro la Fiorentina il sabato pomeriggio, tre giorni dopo l’impegno in Champions col Chelsea. D’altra parte, pare assodato che, almeno ufficialmente, non si sono llevate proteste da parte del club partenopeo. Proprio come succede quando il Napoli è vittima di clamorosi errori arbitrali. Perché, diciamocelo chiaro, non doveva essere certamente Conte a protestare, urlando “vergogna” in faccia al quarto uomo di Inter-Napoli, dopo la cervellotica decisione del rigore per il presunto fallo di Raahmani. Con la conseguente squalifica del tecnico. In casi del genere, deve muoversi la società, non con inutili se non controproducenti sceneggiate, ma andando a battere i pugni sul tavolo sia a Roma sia a Milano. Ma tant’è, a livello altissimo pare si preferisca ricorrere a’ “adelante, Pedro, con juicio, si puedes” di manzoniana memoria. E va be’, tiremm innanz, avrebbe sospirato il patriota Amatore Sciesa, prima di essere fucilato dagli austriaci.