Per Mancini un inizio in salita. Servirà pazienza

Quanto è duro il lavoro di Mancini?

E quanto tempo ci vorrà per veder all’opera una squadra nazionale capace di definirsi tale?

E’ difficile dirlo. La prova di ieri sera con l’Ucraina, una squadra molto giovane dove è stata avviata una ricostruzione, dimostra che l’Italia di oggi ha vere difficoltà a raggiungere quei risultati che anche nella amichevoli servono per scalare il ranking della Fifa.

Il lato positivo potrebbe essere rappresentato dalla prestazione offerta nel primo tempo, durante il quale gli azzurri hanno sprecato molto, e dalle scelte coraggiose del ct che ha provato a lanciare una squadra formato tascabile con in campo una serie di piccoletti.

E’ necessario a questo punto, visto la carenza di scelte, trovare una formazione base in almeno 7/8 elementi per poi scegliere gli altri uomini tenendo conto dell’avversario e dello stato di forma.

Bisogna, comunque, dare atto a Mancini di avere coraggio e di avere impostato un lavoro che con l’ausilio di tutto lo staff e della Federazione e soprattutto delle società potrebbe consentire di mandare in campo una squadra all’altezza del suo passato.

Come si diceva, il lavoro è lungo ed il tempo scarseggia visto che la prossima partita, quella in Polonia, non avrà il carattere dell’amichevole e che andrebbe vinta per cercare di evitare di finire in fondo alla classifica del girone con la conseguente retrocessione nella prossima Nations League.

Forse per quella gara Mancini cambierà qualcosa. E’ probabile che possa ripiegare su un più conservativo e duttile 4-4-2.

La scelta degli uomini, però, a questo punto sembra un vero rompicapo anche se in qualche caso sarà dettata dalle indisponibilità di alcuni uomini.

Nel frattempo ci si augura che venga fatta chiarezza in Federazione anche per consentire agli organi federali di seguire, appoggiando con apposite risoluzioni, il lavoro del ct.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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