Perché non è discutibile il turnover di Sarri in Ucraina

E’ giusto ed utile chiedersi perché Sarri abbia fatto turnover in Ucraina e abbia schierato col Benevento quella che oramai si sa essere la sua formazione base? La domanda ha imperversato dopo il tennistico 6 a 0 del Napoli alla squadra sannita.

Il quesito è sul tavolo perché significa parlare di calcio, discutere sulle scelte, sulle prospettive di una squadra partita con i favori del pronostico.

La posizione del tecnico è, comunque arrivata semplice, precisa, puntuale ed esaustiva attraverso le varie emittenti nel dopo derby.

“Ho schierato questa formazione contro il Benevento perché volevo vedere che risposta mi avrebbe dato”, ha dichiarato Sarri con la sua semplicità e lealtà che appare in molti casi imbarazzante, come quando durante 90° minuto gli scappa la “parolina” e Sconcerti sorride perché sa bene che il tecnico del Napoli è in molti casi un genuino uomo di campo.

Bocciata a priore l’ipotesi di chi aveva paventato l’utilizzo delle prime scelte con la paura di non portare a casa la partita.

Sarri, a distanza di qualche giorno, ha, invece, spiegato chiaramente le sue scelte in Ucraina, che qualcuno si aspettava di vedere in campionato: “Diawara l’anno scorso in Champions ha giocato più di Jorginho quindi era una rotazione abbastanza normale, Zielinski in questa stagione sta giocando più di Allan, almeno sino alla gara con il Benevento, era quindi una scelta che ci stava e la decisione su Mertens è stata dettata dal fatto che Dries è un giocatore di grande brillantezza, di grande freschezza ed ha bisogno ogni tanto di tirare il fiato”.

Va anche detto che Milik chiede giustamente spazio e che la società ed il tecnico difendono, facendolo giocare appena possibile, anche il cospicuo investimento fatto nel mercato del dopo Higuain.

Sarri ha, dunque, rese pubbliche le sue considerazioni pre gara facendo ricorso anche a qualche importante numero che spesso si tende a minimizzare.

La formazione mandata in campo a Charkiv aveva i suoi equilibri, la sua stringente logica, offuscata solo dal risultato finale della gara. E le successive scelte effettuate per il derby sono servite al tecnico per verificare lo stato mentale dei 14 giocatori mandati in campo.

Ora ci si domanderà quali scelte il tecnico farà per l’importante impegno con la Lazio. La risposta al 99% potrebbe essere che Sarri manderà in campo in partenza la stessa squadra schierata contro il Benevento. Poi la partita, forse, suggerirà qualche cambiamento.

In concreto per comprendere un po’ di più la battuta d’arresto in Ucraina bisogna forse risalire all’Audi Cup per ricordare come, dopo la fase finale della prima partita con l’Atletico Madrid, quando Sarri mandò in campo tutti i panchinari, le risposte di alcuni non furono quelle che il tecnico si aspettava.

Il Napoli a Monaco come in Ucraina, anche se la partita in Germania ebbe un andamento sicuramente diverso, avrebbe meritato almeno il pareggio.

La sconfitta con la Shakhtar conferma che la crescita di alcuni elementi deve continuare e questo significa che c’è ancora una percentuale di miglioramento, di perfezionamento della squadra che sarà utile nel corso della stagione.

Se proprio si vuole discutere Il tecnico lo si può fare ma su altri aspetti. Si può parlare della ripetitività nei cambi che Sarri propone di solito sempre dopo almeno un’ora di gara. Forse si può azzardare un discorso sulla fantasia visto che difficilmente il tecnico deroga dalle sue convinzioni ma in fondo tale atteggiamento sa anche di profondo rispetto del proprio lavoro.

Altra storia, non accettabile, è, invece, criticare a posteriori uno schieramento che era condivisibile prima della gara, che aveva prodotto risultati positivi in altre occasioni sul quale si vuole discutere alla fine della partita. E’ un esercizio sterile, non serve a nulla e sarebbe il caso da parte di tutti di spegnere radio e televisioni per non assistervi.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 751 Articoli
Giornalista

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