REAL MADRID – ATALANTA 3 – 1 (34′ Benzema (R), 60′ rig. Sergio Ramos (R), 83′ Muriel (A), 85′ Asensio (R))
Gosens al terzo minuto ha già l’occasione di cambiare l’inerzia della partita, ma ne esce un tiro debole e facile da neutralizzare per Courtois. Purtroppo per l’Atalanta Sportiello sbaglia nel tentativo di rilanciare la palla e i blancos ne approfittano. La sfera arriva addosso a Modric che aggancia, corre sulla fascia e scarica al centro su Benzema che, smarcato, non ha problemi ad insaccare ed entrare nella storia della Champions League con il suo gol numero 70. Allo scadere dei primi 45 minuti succede qualcosa di abbastanza assurdo. Un passaggio verticale che taglia il campo del Real in due come un coltello nel burro trova Muriel (completamente ignorato dai centrali madridisti) che, smarcato, sta avviandosi verso la porta, quando il giudice di gara (impeccabile fino a quel momento) fischia la fine del primo tempo.
Il primo tempo si lascia alle spalle una Atalanta che all’inizio ha provato a mettere sotto i campioni del Real Madrid, la cui classe ed esperienza nel gestire il gioco è emersa però col passare dei minuti.
Nel secondo tempo entra Zapata al posto di Pasalic, forse il migliore del trio d’attacco nella prima metà della partita. La vera notizia però arriva pochi minuti dopo. Slalom micidiale di Vinìcius che inizia partendo dalla sua difesa saltando mezza Atalanta e poi, forse stremato, di fronte a Sportiello mette incredibilmente fuori d’esterno destro. Il giovane brasiliano è tra i migliori in campo.
Al 56’ entra Ilicic per Gosens, infortunato. L’Atalanta però, nonostante questi due cambi offensivi non riesce a svoltare. Invece è il Real Madrid a crescere, e 5 minuti dopo ruba palla su errore in costruzione della Dea (l’ennesimo di questa serata) e Toloi sgambetta il solito Vinìcius in area, e Sergio Ramos dal discetto realizza il 2-0. Il capitano uscirà poco dopo per un problema fisico, ed il neo-capitano Benzema rischia di segnare il settantunesimo gol in Champions, ma prende il palo.
Il riscatto per i nerazzurri arriva al 83’ su punizione di Muriel che trova, quasi col piatto, una bellissima traiettoria sul secondo palo. Un minuto dopo però Asensio la chiude in contropiede. Era già da diversi minuti in realtà che il Real scorrazzava negli spazi lasciati liberi dal centrocampo atalantino, che alla fine è costretta ad alzare bandiera bianca.
Il risultato complessivo è 4-1 per il Real, che ha fatto valere il suo strapotere tecnico ma che va lodato anche per l’intelligenza tattica dell’allenatore che disinnesca la squadra più bella ed imprevedibile del nostro campionato limitandone il gioco sugli esterni.
Nonostante il risultato l’Atalanta esce a testa alta ancora una volta dall’Europa, cosa che probabilmente starà stretta ai bergamaschi e che avranno adesso tutto il tempo per concentrarsi sulla fine di questa Serie A.