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Piovono oggi tante critiche sulla Juventus, ma ieri ?

Piovono critiche argomentate e condivisibili nei confronti della Juventus, una società il cui presidente  rispetta le regole non rispettandole. Eppure nessun quotidiano ha mai puntato il dito contro una squadra accusata di ricevere tanti ‘piacerini’ e che ostenta 38 scudetti invece di 36. Nessun ‘Independent’ ha mai accusato la Juventus di aver scippato uno scudetto al Napoli; nessun Independent ha mai sottolineato una sudditanza psicologica della classe arbitrale.

Oggi la Juve, terza in classifica, è in un momento di impasse e in tanti ricordano e riassumono: giusto sarebbe accusare il potente nel momento in cui usa il potere per sottomettere.

Il riferimento di tali accuse è per il quotiadano inglese Independent  che si scaglia contro la Juventus, come riporta il Corriere dello Sport, dopo l’eliminazione in Champions League,  e dopo il  nuovo intervento del presidente bianconero nei confronti delle coppe europee. “Forse, Andrea Agnelli invece di riordinare il calcio europeo a favore del suo club farebbe meglio a concentrarsi sul suo mestiere: costruire una squadra come si deve. In pochi anni la Juventus è passata dall’essere uno dei club meglio gestiti in Europa al peggior esempio di diritto divino. Incapaci di vincere la Champions, pensano di cambiare le regole a loro favore”.

E anche un editoriale Ivan Cardia su TMW punta il dito: “Alle volte, il tempismo è tutto. Sfortunato, quello di Andrea Agnelli. Di lunedì, il presidente dell’ECA propugna una visione molto snob del calcio che verrà. O meglio, che deve venire: ci sono troppe partite non competitive, bisogna cambiare. Le grandi da un lato, le piccole dall’altro. Il modello svizzero, che piace ai big club ma rischia di stritolare i campionati nazionali. Una sorta di Superlega 2.0, anche se sembra brutto chiamarla così. Formalmente rispetta la dimensione locale del pallone, di fatto le dice: non sei più abbastanza. Quello che le nuove generazioni vogliono seguire, assicura Agnelli, è un collage di attimi velocissimi, grandi campioni e grandi giocate. Di martedì, il presidente della Juventus vede la sua creatura salutare l’Europa che conta. Fuori dalle migliori otto di Champions League, per il secondo anno consecutivo. Contro una squadra che a livello continentale non è l’ultima arrivata, ma sulla carta è nettamente più piccola della Juve. Per il terzo anno di fila. È una contraddizione che ha mille spiegazioni, ma che mina alla radice la credibilità di quella visione elitaria. Il presidente dell’ECA e della Juventus, giova ricordarlo, sono la stessa persona. Di lunedì sogna un calcio d’élite, di martedì saluta l’élite del calcio.”

Emergono ora tutte le verità? Tutte scritte a mò di coccodrillo? E quando da Napoli arrivavano segnali in tal senso? E quando la giustizia sportiva ha ricevuto un ‘dossier’ documentato di episodi dubbi come quello di cui ha parlato l’arbitro Orsato? E quando Carlo Ancelotti fece confessare l’arbitro Rizzoli? E quando si parla di bolle bucate?

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