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Primo avversario del Napoli sarà il Venezia di Paolo Zanetti

Paolo Zanetti, l’allenatore del Venezia ha rilasciato una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport. E’ un personaggio tutto da scoprire, com’è da scoprire la squadra del Venezia che è approdata in serie A il 27 maggio scorso dopo aver avuto la meglio ai play off con il Cittadella (0-1 all’andata e 1-1 al ritorno): se al Venezia un gol ha concesso la Serie A, al Napoli un gol ha negato la Champions. Si incontreranno il prossimo 22 agosto allo Stadio Maradona alle 20,45 Napoli e Venezia e Paolo Zanetti appare tranquillo e disposto a mettersi in gioco: “Non so se sono un predestinato, di sicuro sono abituato a questa condizione visto che ho iniziato molto presto e sono arrivato in A scalando tutte le categorie. Non mi spaventa essere il più giovane, non ci faccio caso anche se mi inorgoglisce. Anche perché ci sono arrivato tramite la gavetta e le mie forze, senza che nessuno mi abbia regalato niente. Affronterò la A come un giovane debuttante ma con alle spalle un po’ di esperienza”.

Intanto però devo vedere che squadra avrò, ora siamo un cantiere aperto. Ma all’inizio dovremo puntare su un’identità forte, per facilitare l’inserimento dei ragazzi in un torneo nuovo. Poi, proveremo a cercare varianti. In B abbiamo cambiato per non essere prevedibili. Il principio base sarà trovare un modo per far male all’avversario, non per non prenderle. Camaleonti per la proposta offensiva, in difesa no”.

Paolo Zanetti, giovane come tanti emergenti,  vuole stupire ed è un grande osservatore “Io studio molto, ho sempre seguito e ammirato tutti gli allenatori importanti, ma sono convinto che si possa imparare anche da chi allena in categorie inferiori o i giovani. Credo sia soprattutto importante stare al passo, aggiornarsi. Per carattere cerco sempre di sbatterci il muso: sbagliare per crescere. Non ho dunque un tecnico particolare di riferimento. Con grande umiltà costruisco la mia identità imparando un po’ da tutti. Poi ci sono tecnici che mi piacciono di più, semplicemente perché mi diverto a vedere le loro squadre: De Zerbi e Gasperini”.

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