Quattro fischi (molto ingenerosi) di delusione; qualche gesto di stizza di Lorenzo, ed ecco che monta il caso.

 

Jurgen Klopp, da sempre innamorato del talento di Lorenzo Insigne, potrebbe ottenere il suo consenso al trasferimento al Liverpool, complice Raiola, per coprire la fascia sinistra lasciata da Coutinho.
Intanto il giudice sportivo ha ufficializzato le sue decisioni in merito alle proteste del capitano della squadra azzurra sanzionandolo con un’ammonizione e un’ammenda di 1500 euro.
La Rosea ha subito attaccato parlando del ‘caso del profeta in patria’ e rimarcando che “il malumore dell’attaccante della Nazionale nei confronti della sua gente, non è passato inosservato”. E invece i tifosi della curva hanno esposto uno striscione di pace a Castel Volturno offrendo la mano e il cuore azzurro al suo campione: “Forza Lorenzo, tutta Napoli è con te, scriviamo la storia, facci sognare”.

Lorenzo, per la Rosea, divenuto attaccante della Nazionale mentre è tutta da ricostruire, ha dato l’anima giocando 180 minuti in una squadra a mezzo servizio e con un allenatore pro tempore che non voleva sfigurare: 180 minuti che si son fatti sentire nelle gambe anche a Sassuolo. Quel genietto di Frattamaggiore che fu elogiato per le parole misurate nei confronti di Ventura che pur di non schierarlo si fece umiliare da De Rossi, è oggi diventato un caso per un gesto di stizza.

Lorenzo ha giocato da grande condottiero cercando di trascinare la squadra verso quel sogno: Mertens non era il solito folletto; Callejon non lucido; Tonelli-Koulibaly vittime di un black out punito con l’unica occasione e Sorrentino che ha riassunto la grandezza di Handanovic e Buffon a 39 anni suonati.

Uno stakanovista, generoso che ha lasciato Mertens correre sul dischetto senza opporsi: l’unico che ha tentato di segnare e far segnare: e poi i fischi. E poi un gesto che non farebbe se giocasse nel Liverpool o nel Real Madrid.

Lui, Lorenzo Insigne, gioca nella squadra della sua Napoli e vorrebbe diventare quel che Totti è stato per Roma: è diventato un uomo responsabile che si è caricato di ogni responsabilità, ma è anche tifoso della squadra che vorrebbe portare lassù.

Scriviamo la storia, facci sognare”. Pace?

Diana Miraglia

Diana Miraglia
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