QUEL MONDIALE CHE NON CI APPARTIENE

Il primo cooling break della storia chiamato da Louis van Gaal

Brasile – Cile,  Colombia – Uruguay, Olanda – Messico e Costarica – Grecia sono stati i primi ottavi di finale di un Mundial assai mediocre. Fosse stata anche l’Italia mediocre, saremmo arrivati in finale senza alcun problema. Il Brasile, finora, avrà fatto ricorso ai riti voodoo per arrivare ai quarti con poco merito e tanta stanchezza. La Colombia ha messo KO l’Uruguay; quello che, pur patriottico, si è visto realmente modesto contro il Costarica. Contro l’Inghilterra solo una fiammata per merito  del Dentone e con l’Italia, quasi un Maramaldo. Comunque se Sparta piange, Messene non ride: la Spagna va rifondata, l’Inghilterra cercherà un allenatore più capace, il Portogallo qualche Cristiano Rolando in più, la Russia cui non è bastato Capello col suo ingaggio d’oro ed anche l’Olanda promossa ai quarti per uno scherzo del fato. Ma al di là di qualche acuto, vedi Rodriguez o Messi, la qualità del gioco ha lasciato a desiderare e forse vanno ripensati i tempi e i luoghi. Giocatori stanchi che affrontano fino a 50 partite non possono esprimersi al meglio e tanto più in un clima soffocante che taglia il respiro. In tanti dissero che solo Prandelli lamentava il caldo. Solo lui chiedeva il time out. Ed ecco che Van Gaal urla di più e l’ottiene: al 30° il primo cooling break della storia del calcio a Fortaleza. Poi occorreva un po’ di pubblicità occulta ed ecco, dopo la tecnologia che stabilisce gol, non gol , colpo di scena, la moviola in campo  per i prossimi europei; intanto per il 2022 il Mundial si giocherà in Qatar dove il clima è desertico, caldo e afoso con percezione di 50°: insomma come distruggere il giocattolo.
Diana Miraglia

 

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Giornalista

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