Reina resta a Napoli ancora un anno. E poi …

Un avvio di stagione come meglio non si poteva chiedere, un cospicuo tesoretto che arriverà dall’Uefa, qualche altra entrata dalle cessioni che si concretizzeranno in questi giorni di fine mercato ed ora anche le serie avvisaglie di una querelle destinata finalmente a chiudersi.

Pepe Reina giocherà l’intera stagione con il Napoli.

E’ la decisione più giusta, più equilibrata anche la più attesa dal tecnico, dai compagni e dal pubblico.

In queste quattro partite, vinte dal Napoli, l’apporto dell’estremo difensore è stato quello che ci si aspetta da un uomo con la sua esperienza e con la sua grinta.

E’ un inizio di stagione con risultati che oggi potrebbero sembrare nella norma. Così non è.

Nell’odierno editoriale sul Corsera, Mario Sconcerti ha definito il Napoli l’unica squadra completa del campionato italiano.

Ed è così anche per la presenza di Reina.

In queste giornate se ne sono dette di tutti colori. Sono state elaborate le ipotesi più fantasiose possibili. Questo per non parlare delle soluzioni, dei nomi di portieri, mai contattati, che sono girati.

L’unica cosa certa probabilmente è che Reina con questa sua indecisione volesse lanciare un messaggio a chi poteva raccoglierlo.

Una squadra di calcio vive, gioca, cresce, vince riuscendo nella difficile impresa di tenere in piedi equilibri sottilissimi.

Sarri, il silenzioso Giuntoli e la squadra a partire da Hamsik hanno saputo costruirne di importanti. Equilibri nei quali con il lavoro, oggi, trovano posto, brillando, giovani campioni sui quali il tecnico può oramai fare affidamento.

Il “commissario” come lo ha soprannominato in telecronaca Raffaele Auriemma è uno di quelli che nel biennio già trascorso con Sarri ha saputo essere il giusto collante. Non si condivide il giudizio non completamento positivo sul rendimento di Reina in questa sua seconda avventura al Napoli. Nella stagione in cui lo spagnolo emigrò in Baviera, nonostante Benitez in panchina, il Napoli subì in campionato 54 reti. Nei due campionati con alla guida Sarri e Reina in porta la squadra azzurra ha subito rispettivamente 32 e 38 reti (2° e 3° posto in classifica finale contro il 5° nella stagione precedente).

Per gli amanti della statistica che in  questi giorni hanno voluto girare le carte in tavola i numeri sono questi.

Ora è tempo di ritornare a pensare solo al campo. Vanno dimenticati termini o espressioni come: “mercenario”, “poco affidabile”, “indegno”, “dallo scarso rendimento” pronunziati in libertà da più parti. Semmai sarà compito del presidente verificare quello che accadrà premiando e magari trattenendo ancora lo spagnolo che resta, mutatis mutandis, uno dei primi 5 portieri in Europa e forse il primo assoluto nella capacità di giocare e impostare con i piedi.

Giovanni Gaudiano

Giovanni Gaudiano
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Giornalista

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