Inter-Napoli, sfida valida per la 3ª giornata della Serie A 2026/27, si disputerà sabato 5 settembre alle 18:00 allo Stadio Meazza, ancora una volta precluso ai tifosi azzurri provenienti dalla Campania. Il primo elemento da analizzare prima ancora delle probabili formazioni, è la situazione metereologica che annuncia da domani a Milano una nuova ondata di caldo torrido con temperature elevate fino a 35 gradi. Che sia l’insopportabile calura a dominare con la Lega di Serie A che consente l’inizio delle gare alle ore 18, è intollerabile perché si tratta di una minaccia seria per i rischi che ne conseguono.
Sul Corriere dello Sport, la giornalista Giulia Mazzi ha riportato l’allarme del climatologo anche dopo l’incontro Napoli-Como che ha messo a dura prova i tifosi sugli spalti e ancor più i giocatori di cui ha parlato Cesc Fabregas: “I trentadue giocatori in campo sono degli eroi. Io sono bagnato come in una sauna, giocare con questo caldo per loro è un merito incredibile”. E Napoli non è stato il peggio: ancora più alta la temperatura registrata durante Roma-Fiorentina: 35 gradi, mentre durante Cagliari-Inter si sono toccati addirittura i 37 gradi. L’analisi del Corriere dello Sport spiega quindi come una partita disputata con il 78% di umidità come Napoli-Como può risultare più logorante di una giocata con temperature superiori ma in condizioni di aria più secca.
Calano ritmo e lucidità, aumentano i rischi
Gli effetti possono diventare ancora più rilevanti quando lo stress termico si accumula e uno studio del National Institutes of Health sugli sforzi prolungati rivela che con il passare del tempo possono diminuire il ritmo e la lucidità, soprattutto nelle fasi finali dello sforzo. Parallelamente aumentano i rischi legati a disidratazione, colpi di calore e infortuni.
Che il Napoli abbia perso la partita per il caldo, sembra un pretesto, un alibi addirittura da scartare, ma, uno solo dei tifosi in tribuna con un’età compresa dai 15 ai 30 anni, sarebbe stato capace di correre 90 minuti in quell’inferno?
E allora? Allora, in attesa di decisioni sui massimi sistemi, sarebbe il caso (almeno) di far giocare tutte le partite alle 20,45 in attesa che l’anticiclone capisca che l’autunno è in arrivo.