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Rimonta e controrimonta, alla fine la spunta l’Atalanta contro un Napoli decimato dagli infortuni

Napoli-Atalanta 2-3 (Malinovskyi 6′, Zielinski 40′, Mertens 47′, Demiral 66′, Freuler 72′)

Spalletti ha ragione: quella con l’Atalanta è stata una partita vera di una squadra vera contro un’altra squadra vera, e in effetti l’Atalanta ha meritato di vincere al Maradona contro il Napoli- al termine di un’altalena di emozioni; gli azzurri recuperano il vantaggio iniziale della dea grazie ad un ispirato Malcuit- inventato da Spalletti esterno alto nel 3-4-3 e si portano in vantaggio con Mertens; forse però 6 assenze tra le fila degli azzurri sono troppe- e l’Atalanta grazie alla sua qualità recupera. Tuttavia da segnalare l’errore non segnalato nè dall’arbitro Mariani nè dal VAR; il gol di Malinovskyi era viziato da un precedente tocco di Zapata col braccio, non evidenziato nemmeno dai telecronisti. Sospetta anche un’altra occasione, con Elmas atterrato in area da Demiral, mentre se non fosse stato per il VAR sarebbe stato fischiato il rigore per un fallo di mani in area inesistente di Mario Rui; insomma, fa bene Spalletti a dire che dobbiamo imparare a fare ammonire gli avversari visto che gli arbitri fischiano i falli ed estraggono i cartellini solo contro di noi… [Foto pubblicata su CalcioNapoli 24- appartenente a GEMAVIDEO]

 

Nel Napoli, alle assenze di Osimhen e Anguissa, si aggiungono quelle di Koulibaly, Fabian Ruiz e Insigne, che si sono infortunati contro il Sassuolo. Squalificato Spalletti, in panchina va Domenichini. La novità di partenza è nel modulo: spazio al 3-4-3. In difesa entra Juan Jesus, a centrocampo trova spazio Malcuit, alla prima da titolare in questo campionato nell’indeita posizione di esterno alto. L’Atalanta parte decisamente meglio e Zapata bravo a proteggere palla e a saltare Rrahmani, offre l’assist a rimorchio per Malinovskyi che con il suo magico sinistro non ha lasciato scampo a Ospina. Il Napoli ha provato a pressare alto e ha costruito subito la palla del pareggio, ma Lozano in scivolata ha mancato la deviazione vincente da due passi. Un’occasione che ha dato ulteriore fiducia all’Atalanta, che ha preso il sopravvento a metà campo, ha alzato il ritmo e ha sfiorato più volte il bis: due volte Pessina e un’altra Zappacosta hanno però trovato un Ospina reattivo. Il Napoli ha resistito e ha chiuso in crescendo il primo tempo. Lozano non ha avuto la forza di concretizzare una grande imbucata. Ritmi alti e con le squadre più lunghe l’Atalanta imposta la partita sull’uno contro uno a tutto campo e costringe gli uomini di Spalletti ad affidarsi alle ripartenze e alla qualità di Zielinski e Mertens tra le linee. Zapata fa valere il fisico e Zappacosta testa i riflessi di Ospina, poi Juan Jesus mura un destro di Palomino e Musso ferma un diagonale pericoloso di Lozano. Occasioni che aumentano la pressione azzurra e sul finire del primo tempo portano al pareggio. A rimettere tutto in equilibrio ci pensa Zielinski dopo una buona giocata di Malcuit sulla destra e un’ottima sponda di Mertens in area.

La ripresa inizia con l’ingresso in campo di Hateboer al posto di Zappacosta e con un guizzo di Mertens che approfitta subito di un errore in marcatura di Demiral per ribaltare il risultato partendo sul filo del fuorigioco e battendo Musso con freddezza. Rete che cambia di nuovo l’inerzia del match e costringe l’Atalanta a reagire. Alta e aggressiva, la Dea spinge. Pescato da un perfetto cross di Maehle, Zapata centra il palo di testa, poi il Var rimedia a un errore di Mariani su un inesistente tocco di mano in area di Mario Rui e la gara continua a giocarsi su ritmi altissimi. In pressione, la Dea attacca con tanti uomini e il Napoli arretra. Ospina vola su un colpo di testa di Demiral, poi il centrale nerazzurro si rifà subito pareggiando i conti con un movimento e un destro da bomber sotto la traversa. Rete che rivoluziona tutto ancora una volta. Carica e in fiducia, l’Atalanta ha gamba e quando attacca lo spazio fa paura. Imbeccato da un tocco delizioso di Ilicic, Freuler riporta avanti i nerazzurri e innesca un finale ad alta tensione. A caccia del pari, il Napoli attacca a testa bassa. A protezione del risultato, l’Atalanta invece arretra e si difende. Malcuit prova a colpire di destro, ma Musso chiude bene, poi tocca a Mario Rui testare i riflessi del portiere nerazzurro. Spalletti ha provato a dare nuova verve con PetagnaOunas e Politano, si è mangiato le mani quando l’ottimo Malcuit e soprattutto Petagna hanno sprecato tre occasioni per il pari e si è dovuto arrendere nonostante un finale tutto all’attacco. Tutto il Maradona alla fine ha applaudito, il Napoli ha perso una battaglia ma la guerra è ancora aperta.

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