Stizzito per non aver segnato, il divino Cr7 butta la maglia a terra, raccolta da un raccattapalle, e va via come una diva del cinema muto. E’ fatto così il divino divenuto ormai collezionista di gesti per il mondo gossip che circonda il calcio. Le foto piccanti della moglie di tizio e caio, l’auto bolide di un aspirante bomber, festicciole proibite, esibizioni a Sanremo, sono le notizie più ambite per tutti: e poi c’è lui che alimenta questo mondo parallelo di curiosità magari piccanti e rifiuta di accettare che era un grandissimo campione.
Ancora segna – e quanto fa male – ma da fermo. Immobile o quasi quanto una statua con i soli muscoli facciali a muovere mascelle e gote per rimproveri a destra e a manca nella sua lingua visto che non ha sentito il bisogno di imparare l’italiano. L’epoca covid trascorsa tra un buco a una bolla a un’altra per mostrare il suo statuario fisico in piscina. La Juventus lo volle ma oggi, guardando indietro ci ripenserebbe mille e mille volte con i conti in rosso e con il divo che ha silurato ( quanto meno ha aiutato a silurare) un allenatore che osava anche sostituirlo. Lui, il divino che deve far brillare il suo brand dalle mutande al profumo, alle scarpe, coperte, agli Hotel. Lui che quando sbaglia c l a m o r o s a m e n t e un gol facile facile cerca vendetta. ‘Il mondo comincia e finisce da me’. Il crepuscolo si avvicina, fa finta di non saperlo e getta la maglia a terra.