Russia 2018: mancherà l’Italia, non lo spettacolo

Che Mondiale sarà quello che partirà domani alle 17.00 con la Russia, padrone di casa, che affronterà l’Arabia Saudita nella partita inaugurale?

Sarà di sicuro, dopo 60 anni, nuovamente un Mondiale senza l’Italia e sarà la più importante manifestazione calcistica giocata nella nuova Russia, quella di Putin, la grande madre europea a cui strizza l’occhio il neo ministro degli Interni, Matteo Salvini, a caccia di nuovi e diversi alleati per il nostro Paese.

Potrebbe essere il Mondiale delle sorprese: il Portogallo campione d’Europa in carica, la solida Polonia, l’eterna promessa Croazia, il Belgio zeppo di campioni, la solita Inghilterra attesa dal 1966 e forse qualche paese africano dove il calcio è in crescita, soprattutto oggi che prevale l’atletismo sulla classe, la storia e l’intelligenza calcistica.

Sarà di sicuro il mondiale con una cerimonia d’apertura breve ma molto musicale con l’esibizione del britannico Robbie Williams e del soprano russo Aida Garifullina. Ci sarà spazio anche per l’ex fenomeno brasiliano, Ronaldo Nazario, che prevede nel suo pronostico una lotta a due tra il suo Brasile e il Portogallo di CR7, quasi un affare riservato agli uomini dalla parlata portoghese.

Sarà quasi certamente il Mondiale dell’ultima chance per Leo Messi, che pare abbia accusato un affaticamento muscolare che gli ha imposto un giorno di riposo e sarà forse il Mondiale di Neuer, che dovrebbe tornare a difendere la porta della Germania recuperando da un tormentato periodo, denso di infortuni, proprio sul filo di lana.

Sarà anche per Iniesta e Ronaldo probabilmente l’ultima grande vetrina mondiale e poi ci saranno tanti giovani che si metteranno in mostra, magari già noti agli operatori di mercato che cercheranno di piazzarli a suon di decine e decine di milioni di euro, approfittando dei sogni di una notte estiva di tanti presidenti. C’è da giurare che gli addetti ai lavori, quelli che contano, siano già tutti in terra russa, anche se ufficialmente non dovrebbero neanche avvicinarsi alle sedi dei ritiri.

Sarebbe bello che fosse un Mondiale da cui venisse fuori magari una nazionale che non lo ha mai vinto, anche se le previsioni della EA Sports, la società leader dei giochi per console, danno vincente la Francia di Deschamps, che starà facendo i dovuti scongiuri.

Sarà certamente il Mondiale della sicurezza più che in altre occasioni e quello della totale copertura televisiva gratuita, come vanta una tv commerciale, dimenticando che per decenni la Rai forniva una copertura completa dell’evento senza costi, a parte il canone, con un grande dispiego di forze a partire da una serie di competenti radiocronisti e telecronisti che oggi nessuna emittente, nessuna radio può offrire ai telespettatori e soprattutto ai radio ascoltatori. Sarà il Mondiale del Var, il sistema che ha illuso i napoletani che lo Scudetto sarebbe stato assegnato con maggiore trasparenza.

Sarà, infine, come sempre il Mondiale delle storie non sempre belle e a lieto fine ma capaci di connotare la manifestazione per sempre.

Si cercherà di raccontarne qualcuna per rendere meno avvilente l’assenza della maglia azzurra che Mancini si è messo sulle spalle alla ricerca di una possibile e doverosa riscossa.

Ci saranno comunque partite belle da vedere ed altre monotone, si spera poche; in ogni caso sarà il  mondiale di calcio, la manifestazione che i due francesi Robert Guerin, fondatore e primo presidente della FIFA nel 1904, e Jules Rimet ideatore e sostenitore della prima coppa del mondo che si svolse in Uruguay nel 1930, sognarono ad occhi aperti da veri visionari.

Ora la parola sta per passare al campo: che vinca il migliore, se possibile.

Giovanni Gaudiano

 

Giovanni Gaudiano
Informazioni su Giovanni Gaudiano 728 Articoli
Giornalista

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