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Dopo il danno del “saldo zero”, stop al blocco

Durante il mercato invernale, i nuovi parametri relativi al Costo del Lavoro Allargato avevano bloccato i mercati di Napoli Pisa, costringendo i due club a sessioni a “saldo zero” e in seguito a tale decisione , il Napoli aveva  chiesto di poter modificare la norma che ne stava limitando l’operato a gennaio. In particolare, come chiarisce Calcio&Finanza i partenopei chiedevano che le riserve di liquidità (particolarmente consistenti nel loro caso, a quota 174 milioni di euro al 30 giugno 2025) potessero essere utilizzate per ripianare lo squilibrio nel rapporto tra i ricavi e il Costo del Lavoro Allargato e sbloccare il mercato. Sulla base di questa richiesta, la Lega Serie A aveva richiesto la convocazione di un consiglio federale straordinario per votare le modifiche proposte, ma sul punto non era stata raggiunta l’unanimità: il Milan aveva votato contro, mentre Juventus, Inter e Roma si erano astenute. Il veto di tre club impedirono il via libera e la società di Aurelio De Laurentiis è stata costretta ad un mercato a saldo zero.

Nell’ultima riunione del Consiglio Federale però, sono stati rivisti i criteri e si è arrivati – tra le varie novità – ad una delle modifiche più significative tra quelle varate la scorsa settimana: l’apertura all’utilizzo delle riserve di utili come strumento per riequilibrare la situazione finanziaria dei club, a determinate condizioni e con precisi vincoli societari.

Nel dettaglio, le nuove disposizioni – che saranno valide a partire dal mercato estivo 2026 – stabiliscono che, tra le modalità con cui una società può coprire l’eccedenza di costo contestata dalla FIGC a proposito del rapporto tra ricavi e Costo del Lavoro Allargato, rientra anche l’utilizzo delle riserve di utili. (Fonte Calcio&Finanza)

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