…SAPUNARO, SAPUNÀ!

Riccardo Saponara

Sarri vuole Saponara ma l’Empoli per cederlo pretende 15 milioni di euro.

'O sapunaro
‘O sapunaro

Negli ultimi giorni, a Napoli, non si fa altro che parlare di Saponara, nome che i napoletani meno giovani assoceranno inevitabilmente a quello di un personaggio pittoresco che, fino alla fine degli anni cinquanta, se ne andava in giro per la città annunciandosi con il grido “Robba ausata, scarpe vecchie, simme lente, stamme ccà! Bona ge’! Aprite ‘e ‘recchie, sapunaro, sapunà’!”. Era ‘o sapunaro, un venditore ambulante che cercava di barattare il suo sapone con cianfrusaglie vecchie. Accettava di tutto, dagli abiti smessi alle stoviglie, dagli stracci alle scarpe vecchie, mentre il suo sapone era di alta qualità, visto che veniva prodotto dai monaci Olivetani, ospiti del Monastero accanto alla Chiesa di Santa Maria di Oliveto, oggi nota con il nome di Sant’Anna dei Lombardi.

Bei tempi quelli d’‘o sapunaro, tempi in cui valeva il detto “Ccà ‘e pezze e ccà ‘o sapone”, che rivendicava la simultaneità di un baratto onesto. Ma il mondo cambia e dal sacco di juta d’‘o sapunaro si è arrivati alle Ferrari dei presidenti di calcio e dei procuratori. Oggi si è costretti a discutere di un altro tipo di trattativa che vede come inconsapevole protagonista un certo… Saponara (con la a finale), giovane “fenomeno” dell’Empoli per il quale la società toscana non chiede cianfrusaglie o abiti smessi, bensì 15 milioni di euro. Più o meno lo stesso valore di un Picasso o di un Goya, o magari di 20 appartamenti di oltre 100 metri quadrati dislocati nel pieno centro di Napoli. Un’autentica follia insomma, se si considera che il ragazzo, pur avendo disputato un buon campionato di Serie A, deve ancora dimostrare di essere di ottima e provata qualità, come lo era il sapone d’’o sapunaro

Roberto Rey

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