Sarà ancora Dries Mertens il condottiero nella sfida contro il Leicester
Gli azzurri torneranno questa mattina al Konami Traing Center per preparare l’ultima partita del girone C d’Europa League: Napoli-Leicester, in programma giovedì alle 18,45 si giocherà in contemporanea con Legia Varsavia – Spartak Mosca. La classifica vede il Leicester al comando con 8 punti, seguono Spartak e Napoli con 7 punti e il Legia Varsavia a 6 punti. Per l’accesso agli ottavi l’unico risultato utile al Napoli è la vittoria, ma se anche lo Spartak vincesse contro il Legia, il Napoli sarebbe “rimandato” agli spareggi perché in svantaggio per gli scontri diretti. Una gara molto delicata che il Napoli affronterà ancora in piena emergenza e proprio da questa mattina si valuteranno le condizioni degli infortunati. Per la partita di Europa League si potrebbe azzardare il recupero del capitano ma per Anguissa, Fabian e Manolas nulla da fare e sarebbe già tanto pensare al recupero di Anguissa per la partita con il Milan in programma il 19 dicembre.
Dunque occorre tirare la cinghia con Mertens che a quota 141 in azzurro vuol marciare spedito verso altri traguardi. Sabato scorso, contro l’Atalanta, a ranghi completissimi, ha fatto gol, l’ha suggerito, ha smistato, mai consentendo un calo di tono anche dopo un gol preso a freddo dopo appena 5 minuti. Per 67 minuti, con l’orgoglio di indossare la fascia da capitano, sgusciava tra i giganti fallosi senza risparmiarsi e già nella prossima gara è consapevole di dover spianare la strada verso la porta.
Segnò il suo primo gol in maglia azzurra nel giorno del compleanno di Maradona, il 30 ottobre 2013 in Fiorentina-Napoli (1-2) e sabato sera, uscendo dal campo, è andato a salutare il suo piede d’oro. Un che di esoterico in questi cinque gol segnati dopo il suo faticosissimo rientro dopo circa un anno di cure alla caviglia e alla spalla.
Si è fatto conoscere così da Luciano Spalletti che aveva costruito un Napoli in funzione di Osimhen nel senso verticale del “prendi e fuggi “ senza tocchetti orizzontali. E come fu al tempo di Sarri, eccolo protagonista, stavolta per sopperire all’assenza di Osimhen, ieri all’assenza di Milik. Strana carriera per un giocoliere della palla che d’ora in poi, Spalletti saprà bene come sfruttarne le caratteristiche anche quando tornerà Osimhen. E se è vero che a marzo si decide come si concluderà il campionato, il Napoli può ben dire che avrà la possibilità di interscambiare uomini e moduli senza soffrire.



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