In tanti vogliono ricordare la casualità di giocare per un grande obiettivo a Firenze con la Juventus a ricevere l’Inter: come quell’anno in cui si perse uno scudetto in albergo. Un esercizio di ricordi inutile perché un fulmine non colpisce mai due volte nello stesso posto; perché la Juventus non è quella che s’impose con il solito aiutino sull’Inter; perché non giocherà Koulibaly. Placati così coloro che amano i remake, il Napoli arriverà a Firenze dovendo tenere a freno soltanto l’euforia e giocare con freddezza senza voler chiudere in fretta la partita.
Di fronte, una squadra, la Fiorentina, partita con ben altri obiettivi, che ha raggiunto la sospirata salvezza. Ha superato lo choc dell’abbandono di Prandelli dopo 4 mesi dall’esordio, ed ha proseguito con Iachini, esonerato a novembre, rimesso in sella e che forse ha guadagnato in stima e autorevolezza proprio dopo Prandelli. Un chiaroscuro dei due tecnici che potrebbe però consegnare al prossimo candidato (Gattuso?) una squadra che sa da dove partire, a cominciare da Dusan Vlahovic che dopo aver segnato 1 gol dopo 11 partite, ne ha segnati poi altri 20. Prandelli lo ha guidato e Iachini ha saputo esaltarlo. Se resterà a Firenze, dipenderà dal calciomercato: la Viola già ha fatto sapere che non si tratta al di sotto di 80 milioni.