Sarri e Ancelotti faccia a faccia, per ora un pareggio

10 punti sull’Inter, 14 sulla Roma e sul Milan e un secondo posto conquistato con ben tre giornate di anticipo sulla chiusura del torneo: eppure, dopo la partita col Cagliari, si parla di campionato fallimentare e di prestazione “indegna”. Siamo alla follia. Il tifoso dimostra di avere la memoria corta e ha già dimenticato le famigerate griglie pubblicate sui quotidiani prima dell’inizio del campionato con il Napoli pronosticato al quinto posto. Le griglie sono lì a futura memoria ma nessuno ne parla più, nemmeno quei giornalisti che le avevano pronosticate e che oggi dovrebbero chiedere scusa per i grossolani errori di valutazione che non sono da attribuire solo alla stampa nazionale ma principalmente a quella locale; salve poche eccezioni, tutti parlavano di stagione di transizione fra la cosiddetta  éra Sarri e quella iniziata con Carlo Ancelotti: ora però  lo scenario è cambiato.

Ma le chiacchiere restano chiacchiere da bar e sono solo parole portate via dal vento. I fatti sono invece inequivocabili: si sente dire in giro che questa stagione non è  paragonabile a quella precedente pur se  il confronto è improponibile. Ogni stagione è diversa dall’altra perchè il punto di partenza è diverso e diversi sono gli avversari. La squadra di Sarri era una compagine affiatata con schemi imparati a memoria dopo anni di duro allenamento  e Ancelotti, come è giusto che sia, ha apportato modifiche agli schemi per adattarli alla sua visione di gioco e l’amalgama non è una merce che si compra al mercato, ma ha bisogno di tempo.

Nonostante ciò i risultati sono stati più o meno simili (nel grafico pubblicato da Calcionapoli24)  con la differenza però che, nell’attuale stagione, la squadra di Ancelotti ha dovuto e “voluto” disputare una Champions con avversari di ben altro livello e non ha sfigurato.  Ciò ha comportato un maggior dispendio di energie fisiche e mentali che la squadra ha pagato con il rallentamento nel girone di ritorno (Galliani docet). Entrambi gli allenatori non hanno vinto niente e non si comprende perchè in un caso sono stati fatti gli elogi a squadra e allenatore e nell’altro caso sono piovute critiche anche offensive. Forse lo scudo sarriano ha annebbiato la vista a molti e la tifoseria è rimasta legata ad uno spettacolo calcistico che però nel girone di ritorno dello scorso campionato non si è visto.  La squadra ha disputato molte partite incolori sovvertendo i risultati solo nel finale di gara e rimediando pareggi con squadre di levatura tecnica molto inferiore: l’unica luce abbagliante rimane la gara disputata a Torino e quella è rimasta nella memoria di gran parte dei tifosi e dei cronisti. Ma questo è ieri: oggi sono tanti  i segnali positivi da saper leggere come la rivelazione di alcuni giocatori acquistati nonostante lo scetticismo di molti. Il Napoli viaggia già nel futuro con la squadra che rimarrà competitiva su tutti gli obiettivi.

Lucio Pretelli

 

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